{"id":25059,"date":"2025-06-20T19:10:45","date_gmt":"2025-06-20T17:10:45","guid":{"rendered":"https:\/\/rtsh.al\/rti\/it\/?p=25059"},"modified":"2025-06-20T19:12:51","modified_gmt":"2025-06-20T17:12:51","slug":"a-tirana-con-la-bacchetta-e-il-cuore-beatrice-venezi-dirige-lorchestra-della-rtsh","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/rtsh.al\/rti\/it\/a-tirana-con-la-bacchetta-e-il-cuore-beatrice-venezi-dirige-lorchestra-della-rtsh\/","title":{"rendered":"&#8220;A Tirana con la bacchetta e il cuore: Beatrice Venezi dirige l&#8217;Orchestra della RTSH&#8221;"},"content":{"rendered":"<p>&nbsp;<\/p>\n<ul>\n<li><strong>\u00c8 la tua prima volta in Albania? Come hai conosciuto questo Paese?<\/strong><\/li>\n<li>\u00c8 la prima volta che vengo in Albania, sono molto contenta, anche entusiasta, devo dire la verit\u00e0, anche dell&#8217;accoglienza dell&#8217;orchestra, \u00e8 la prima volta che lavoro con l&#8217;orchestra della televisione e della radio appunto albanese, non vedo l&#8217;ora di riuscire ad avere un po&#8217; di tempo libero per andare in giro per Tirana e conoscerla.<\/li>\n<li><strong>Quali emozioni provi in vista del concerto di questo fine settimana con la nostra orchestra?<\/strong><\/li>\n<li>Io penso che sar\u00e0 veramente un bel concerto, intanto per cominciare il repertorio, \u00e8 un\u00a0repertorio che comunica tanto al pubblico, che trascina il pubblico, perch\u00e9 abbiamo\u00a0una prima parte legata a Tchaikovsky con la suite del Lago dei Cigni, melodie che tutti\u00a0almeno una volta nella vita abbiamo ascoltato e la seconda parte \u00e8 veramente anche quella\u00a0entusiasmante perch\u00e9 si tratta di Sherazad di Rimsky-Korsakov, quindi stiamo parlando\u00a0del mondo delle mille e una notte, musica russa, musica potente sotto un profilo della\u00a0scrittura orchestrale e anche molto difficile da eseguire.<\/li>\n<li><strong>Come stanno andando le prove e che impressione hai avuto del livello artistico dei nostri musicisti?<\/strong><\/li>\n<li>Stanno andando molto bene le prove, sono impressionata dalla qualit\u00e0 dell&#8217;orchestra,\u00a0 devo dire la verit\u00e0, e anche la cosa che pi\u00f9 mi d\u00e0 soddisfazione ulteriormente all&#8217;aspetto\u00a0tecnico \u00e8 che suonano con il cuore e questo non si pu\u00f2 dire di tutte le orchestre del mondo.<\/li>\n<li><strong>\u00a0<\/strong><strong>Hai detto che suonano con il cuore: pensi che questo dipenda dalla vicinanza culturale tra l\u2019Albania e l\u2019Italia?<\/strong><\/li>\n<li>Siamo molto vicini come paesi, lo siamo sempre stati storicamente e siamo tornati anche ad\u00a0esserlo recentemente in maniera molto forte e questa radice comune comunque si percepisce\u00a0in tante cose, anche nel modo di far musica e probabilmente anche nel fatto di essere\u00a0forse un po&#8217; sentimentali, comunque di lasciarsi guidare dalle emozioni.\u00a0Mi sembra di essere a casa, devo essere sincera.<\/li>\n<\/ul>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-25061 aligncenter\" src=\"https:\/\/rtsh.al\/rti\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/06\/orkestrasimfonikertsh_506309808_1104174945069548_7460553980499438525_n.jpg\" alt=\"\" width=\"380\" height=\"435\" \/><\/p>\n<ul>\n<li><strong>Ti senti a casa qui. Come mai ci hai messo cos\u00ec tanto a venire \u201ca casa\u201d?<\/strong><\/li>\n<li>Beh s\u00ec, vuol dire che devo tornare pi\u00f9 spesso, forse \u00e8 questo allora.<\/li>\n<li><strong>Ci sar\u00e0 qualcos\u2019altro di speciale nel concerto oltre ai due brani principali?<\/strong><\/li>\n<li>Ci sono questi due brani e c&#8217;\u00e8 una giovanissima spalla, un giovanissimo violino di spalla, bravissima, la sentirete nel concerto perch\u00e9 \u00e8 una vera virtuosa albanese, per cui vale assolutamente la pena venirlo ad ascoltare questo concerto.\u00a0 E non \u00e8 soltanto lei, perch\u00e9 in Italia noi abbiamo tante violiniste. Avete tante violiniste, avete voci meravigliose anche che si producono in tutto il mondo, il talento albanese \u00e8 sparso per il mondo ed \u00e8 anche riconosciuto come tale.<\/li>\n<li><strong>\u00a0<\/strong><strong>Puoi spiegarci meglio in cosa consiste il tuo ruolo di consigliera artistica per il governo italiano?<\/strong><\/li>\n<li>S\u00ec, collaboro con il Ministero Italiano della Cultura, il nostro mondo che ha bisogno di una grande riforma, sicuramente, per come sono stati gestiti i teatri fino a questo momento, negli ultimi 20 o anche 30 anni.\u00a0 Quindi c&#8217;\u00e8 una grande necessit\u00e0 di rinnovare questo ambiente dal suo interno, di affrontare determinate difficolt\u00e0 e tematiche che sono legate al nostro settore in maniera specifica e soprattutto al benessere anche dei lavoratori di questo mondo. In questo senso sono contenta di essere stata scelta per una cosa cos\u00ec tecnica, quindi essere finalmente una persona, come dire, essere scelta da musicista per parlare delle problematiche di questo settore che spesso e volentieri viene sicuramente sottovalutato perch\u00e9 \u00e8 un mondo molto piccolo, comprende un numero molto esiguo di lavoratori. Quindi \u00e8 un segnale, io credo, importante.<\/li>\n<li><strong>Sei stata scelta per le tue competenze, per la volont\u00e0 del governo o anche per un rapporto personale con la Presidente del Consiglio?<\/strong><\/li>\n<li>Tutte e tre le cose, mi viene da dire? No, c&#8217;\u00e8 sicuramente un&#8217;amicizia che arriva da prima, che Giorgia Meloni fosse il primo Ministro dell&#8217;Italia, \u00e8 una donna che io ammiro tantissimo e l&#8217;ammiro in primis proprio come donna\u00a0e mi ha fatto molto piacere che mi abbia chiesto di occuparmi di questo aspetto specifico\u00a0e penso anche che questo denoti comunque una sensibilit\u00e0 finalmente\u00a0e una novit\u00e0 anche in un certo panorama politico, proprio perch\u00e9 fino a questo momento questo ambito che potrebbe essere tranquillamente un volano\u00a0molto importante anche per l&#8217;economia italiana \u00e8 sempre stato lasciato un po&#8217; all&#8217;autogestione.<\/li>\n<\/ul>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-25062 aligncenter\" src=\"https:\/\/rtsh.al\/rti\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/06\/Immagini-Sito-OPL3.jpg\" alt=\"\" width=\"655\" height=\"437\" srcset=\"https:\/\/rtsh.al\/rti\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/06\/Immagini-Sito-OPL3.jpg 2500w, https:\/\/rtsh.al\/rti\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/06\/Immagini-Sito-OPL3-1536x1024.jpg 1536w, https:\/\/rtsh.al\/rti\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/06\/Immagini-Sito-OPL3-2048x1366.jpg 2048w\" sizes=\"auto, (max-width: 655px) 100vw, 655px\" \/><\/p>\n<ul>\n<li><strong>Che ruolo pu\u00f2 avere la musica classica nell\u2019educazione delle nuove generazioni?<\/strong><\/li>\n<li>\u00c8 fondamentale. Ci sono gli studi scientifici che ci dicono esattamente quanto sia importante e lo fanno attraverso un esempio semplicissimo. Cio\u00e8 un bambino quando cresce circondato dalla bellezza, poi quello che ricerca quando \u00e8 adulto \u00e8 la bellezza stessa e questo allontana la violenza, allontana i comportamenti negativi della societ\u00e0. In questo senso \u00e8 fondamentale. Poi da noi come italiani ma anche per estensione a noi come europei, essendo la culla veramente dell&#8217;opera lirica, della musica classica in generale, io credo che sia parte del nostro DNA e abbiamo il dovere e il diritto allo stesso tempo di esserne perfettamente consapevoli e poter portare avanti anche per le future generazioni questo aspetto.\u00a0 Dico sempre che suonare in un&#8217;orchestra ci insegna molto pi\u00f9 che la musica, perch\u00e9 \u00e8 una lezione di educazione civica. Ci insegna ad ascoltare, tanto per cominciare, a rispettare il proprio turno, a rispettare le gerarchie, a modificare il tono della propria voce sulla base della persona che ci sta a fianco e allo stesso tempo ci insegna forse la cosa pi\u00f9 importante di tutte, cio\u00e8 l&#8217;importanza dell&#8217;apporto del singolo al risultato collettivo.<\/li>\n<li><strong>In che modo la musica classica pu\u00f2 contribuire a costruire ponti tra i popoli e le culture?<\/strong><\/li>\n<li>Anche in questo senso, essendo un linguaggio non semantico, in cui quindi la singola nota o la singola frase musicale \u00e8 plurisignificante, pu\u00f2 avere anche pi\u00f9 significati e non \u00e8 incasellata dalle parole, in questo senso \u00e8 fondamentale. Poi io credo ancora una volta si torna al concetto di bellezza, il fatto di potersi esprimere attraverso un linguaggio che cerca di arrivare all&#8217;assoluto, che cerca di arrivare al trascendente, a quello che \u00e8 superumano, che \u00e8 oltre l&#8217;uomo, in questo senso non pu\u00f2 che creare dei ponti.<\/li>\n<li><strong>Hai parlato di conservatorismo, religione e musica: secondo te, in che modo questi tre elementi si intrecciano nella musica classica?<\/strong><\/li>\n<li>Come dicevo prima, sicuramente la musica classica nasce, tanto per cominciare proprio nella sua origine, la musica nasce come forma di preghiera. Sant&#8217;Agostino diceva che cantare \u00e8 pregare due volte. Il canto gregoriano, che inizialmente ha un&#8217;unica linea melodica, nasce affinch\u00e9 tutte le persone possano cantare con un&#8217;unica linea melodica un unico Dio. Poi si amplia, diventa decisamente qualcosa di molto umano, accoglie al suo interno tutte le passioni umane, per\u00f2 sempre tenta di ascendere a qualcosa di trascendentale, a qualcosa di superiore all&#8217;uomo.<\/li>\n<li><strong>Come vedi il futuro della musica classica nell\u2019era digitale? Pensi che possa convivere con le nuove tecnologie?<\/strong><\/li>\n<li>Io credo che possano convivere. Anche nell&#8217;epoca del digitale comunque si ha l&#8217;esperienza del concerto dal vivo, dell&#8217;opera dal vivo, della vibrazione vera di uno strumento fisico, che \u00e8 una sensazione epidermica, una sensazione che si ha sulla pelle proprio. \u00c8 qualcosa che non \u00e8 sostituibile da nient&#8217;altro. Il rituale collettivo e condiviso che \u00e8 andare a teatro, vedere uno spettacolo, assistere ad un concerto assieme, \u00e8 l&#8217;esperienza che ne deriva, anche di trascendenza se vogliamo che ne deriva, perch\u00e9 \u00e8 un momento mai uguale a se stesso e tutte le sere possono essere assolutamente diverse. E questo \u00e8 qualcosa che il digitale non potr\u00e0 mai sostituire, io di questo ne sono convinta.<\/li>\n<\/ul>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-25063 aligncenter\" src=\"https:\/\/rtsh.al\/rti\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/06\/Beatrice-Venezi.jpg\" alt=\"\" width=\"640\" height=\"427\" \/><\/p>\n<ul>\n<li><strong>\u00c8 per questo che ritieni che la musica classica debba continuare a occupare un ruolo importante nella societ\u00e0 contemporanea?<\/strong><\/li>\n<li>Io penso che debba tornare ad avere un ruolo centrale. Come dicevo prima, in parte per una questione di DNA, di radici che noi abbiamo, e mi viene da dire noi come europei, perch\u00e9 veniamo tutti dalla culla europea in definitiva, e quindi \u00e8 un qualcosa che ci riconnette alle nostre origini pi\u00f9 profonde da una parte, e dall&#8217;altra ha un valore ulteriore, secondo me, al di l\u00e0 dell&#8217;esperienza estetica se vogliamo, e che \u00e8 l&#8217;esperienza, come posso dire, l&#8217;educazione alla complessit\u00e0. Perch\u00e9 noi oggi siamo abituati, siamo in una societ\u00e0 che ci porta a semplificare tutto, a ridurre tutto in minimi termini, alle volte anche a mangiare cibo preconfezionato da una parte, ma anche inalare, diciamo, assumere idee preconfezionate. Allora io penso che invece tornare ad educare ad un linguaggio complesso, come quello che pu\u00f2 essere quello sinfonico, con tutti questi input diversi, tutti questi elementi, questi strumenti, o ancora di pi\u00f9 l&#8217;opera, dove c&#8217;\u00e8 pure il canto, le scenografie, tutto. Insomma, tornare ad un linguaggio complesso significa anche educazione alla complessit\u00e0 ed \u00e8 un antidoto che ci serve a valorizzare e a far nascere e crescere il nostro pensiero critico.<\/li>\n<li><strong>Secondo te, in che modo il repertorio classico pu\u00f2 essere adatto ad attrarre nuovi pubblici?<\/strong><\/li>\n<li>Io sono convinta che chi viene a sentire Sherazade lo apprezzer\u00e0 moltissimo, ne sono convinta. In realt\u00e0 a volte ci si fa il ritirare dall&#8217;idea che la musica classica sia qualcosa di difficile, di incomprensibile, qualcosa che possono capire solo coloro che hanno gli strumenti per farlo.<br \/>\nInvece se andiamo a sentire il concerto di una pop star non ci mentiamo,<br \/>\nnon abbiamo alcun dubbio sul fatto di andare, anche se non conosci nessuna delle sue canzoni, ci vai comunque, perch\u00e9 dici vabb\u00e8 vado a passare una serata, vado a fare l&#8217;esperienza.<br \/>\nE dovremmo approcciarci alla musica classica esattamente nello stesso modo,<br \/>\nquindi prima di tutto andare, lasciarci toccare proprio dalla musica classica<br \/>\ne poi eventualmente appunto approfondire, avere degli elementi ulteriori per comprenderla meglio.<\/li>\n<li><strong>\u00a0<\/strong><strong>Come si potrebbe riformare l\u2019educazione musicale per renderla pi\u00f9 inclusiva?<\/strong><\/li>\n<li>In Italia per esempio abbiamo un grande tema su questo aspetto, non so come funzioni qua in Albania, posso dire per quello che riguarda l&#8217;Italia che \u00e8 completamente da riformare l&#8217;educazione musicale.<br \/>\nNoi in Italia per esempio utilizziamo tantissimo il flauto dolce che per\u00f2 non \u00e8 neanche un vero flauto dolce ma un flauto di plastica praticamente, quindi \u00e8 quasi uno strumento giocattolo che spesso pi\u00f9 che fare suoni fischia o fa altri rumori pi\u00f9 che altro e io non credo che quello sia lo strumento giusto per educare, io credo che si debba tornare tanto per cominciare al coro, al canto corale, in virt\u00f9 anche di quello che dicevo prima perch\u00e9 stare in un&#8217;orchestra, suonare in un&#8217;orchestra o anche cantare in un coro ci insegna tutta quell&#8217;educazione civica di cui parlavo prima, ci insegna a utilizzare la nostra voce che \u00e8 il nostro primo strumento e crea anche il senso di comunit\u00e0.<br \/>\nE poi bisogna fare educazione all&#8217;ascolto, quando io esco dalla scuola dell&#8217;obbligo riesco comunque ad avere quelle minime coordinate geografiche per esempio capire se quella \u00e8 una chiesa gotica o una chiesa romanica o barocca. Con la musica questo non succede, cio\u00e8 non ci vengono dati gli strumenti di base per poter capire per esempio un brano se si tratta di epoca romantica, classica, barocca per l&#8217;appunto o altro. Quindi questi elementi secondo me sono fondamentali per riformare l&#8217;educazione musicale.<\/li>\n<li><strong>\u00a0<\/strong><strong>Come descriveresti il tuo stile di direzione d\u2019orchestra?<\/strong><\/li>\n<li>Non lo so, lo lascio descrivere agli altri.<\/li>\n<li><strong>Quali sono state le influenze musicali pi\u00f9 significative per te?<\/strong><\/li>\n<li>Come dicevo appunto io sono nata a Lucca quindi sono cresciuta con la musica di Puccini perch\u00e9 era abbastanza normale ascoltarla nella citt\u00e0 e devo dire che Puccini mi ha sempre portato grandissima fortuna in tutti i miei debutti internazionali. Madama Butterfly \u00e8 stata l&#8217;opera con cui ho debuttato in Francia, Turandot \u00e8 l&#8217;opera con cui ho debuttato per esempio al Teatro Col\u00f3n a Buenos Aires, sempre la musica di Puccini quando ho debuttato in Giappone o anche in Corea. Quindi \u00e8 sempre stato l\u00ec presente nei momenti pi\u00f9 importanti della mia carriera fino a questo momento.<br \/>\nE poi ho frequentato tanti paesi, per esempio quelli del Caucaso, tutti quei paesi che vengono un po&#8217; dall&#8217;ex Unione Sovietica, quindi ho assimilato molto un modo di fare musica russa in un certo modo e quindi direi che questi sono i due capisaldi un po&#8217; del mio repertorio.<\/li>\n<\/ul>\n<figure id=\"attachment_25064\" aria-describedby=\"caption-attachment-25064\" style=\"width: 1200px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-full wp-image-25064\" src=\"https:\/\/rtsh.al\/rti\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/06\/1711468006-venezi.jpg\" alt=\"\" width=\"1200\" height=\"600\" \/><figcaption id=\"caption-attachment-25064\" class=\"wp-caption-text\">La direttrice d&#8217;orchestra Beatrice Venezi sul palco del Politeama di Palermo dirige l&#8217;orchestra sinfonica dopo le polemiche a Palermo, 2 febbraio 2024. ANSA\/IGOR PETYX<\/figcaption><\/figure>\n<ul>\n<li><strong>Qual \u00e8 oggi il ruolo delle donne nel mondo della direzione d\u2019orchestra, e come pu\u00f2 essere valorizzato?<\/strong><\/li>\n<li>\u00c8 ancora un tema aperto, \u00e8 un tema di cui ancora bisogna parlare. Io ho avuto la fortuna di studiare quando ero ragazzina con Piero Bellugi che \u00e8 stato un grande direttore d&#8217;orchestra italiano e lui non ha mai menzionato la differenza tra uomo e donna e questo per me ha significato moltissimo perch\u00e9 sono cresciuta con l&#8217;idea che fosse assolutamente normale.<br \/>\nIo in generale mi sentirei di dire questo, e questo vale per la direzione d&#8217;orchestra ma anche per tutti quei lavori da cui le donne ancora sono un po&#8217; lontane o poche, bisogna normalizzare l&#8217;eccezione, cio\u00e8 non bisogna pi\u00f9 raccontare che quella professionista fa quel lavoro perch\u00e9 \u00e8 l&#8217;unica dell&#8217;eccezione alla regola, ma bisogna iniziare a normalizzare tutte queste storie e questo far\u00e0 s\u00ec, secondo me, che le giovani generazioni di ragazze<br \/>\npossano percepire come normale affrontare un certo percorso lavorativo, di formazione e lavorativo.<\/li>\n<li><strong>Quali pensi siano le principali sfide che i giovani artisti devono affrontare oggi?<\/strong><\/li>\n<li>Non solo le donne, ma tutti. S\u00ec, ce ne sono diverse. \u00c8 un mondo che \u00e8 molto cambiato rispetto a qualche anno fa, rispetto agli anni passati, proprio come mercato. Purtroppo si tende al consumismo anche nel nostro settore, quindi si prende un artista, lo si utilizza, se vogliamo, passatemi il termine, per pochi anni e poi una volta ben spremuto lo si butta via, tanto ce ne sar\u00e0 un altro. Questo succede con tantissimi cantanti anche, per esempio. Quindi la difficolt\u00e0 maggiore, secondo me, \u00e8 trovare una squadra, dei collaboratori, un agente, delle persone che credono nel valore e che pensano con ampio respiro, che pensano a un percorso di lunga gittata.<\/li>\n<li><strong>\u00a0<\/strong><strong>Cosa ti mantiene motivata e ispirata nella tua carriera artistica?<\/strong><\/li>\n<li>Devo dire che anche il fatto di viaggiare moltissimo. Io viaggio tanto per lavoro, ma altrettanto per passione, perch\u00e9 mi piace, mi piace proprio tantissimo. Tutte le volte ci sono appunto degli elementi che assorbo dalle varie culture, dai vari paesi che visito,<br \/>\nche sono di grande influenza e anche di grande ispirazione. Poi mi rendo sempre pi\u00f9 conto che all&#8217;entrare, soprattutto con l&#8217;opera, dentro queste partiture, conoscere questi personaggi delle opere, diventa tutte le volte, ti insegna qualcosa anche proprio come persona. Quindi \u00e8 un alimentarsi continuo.<\/li>\n<li><strong>\u00a0<\/strong><strong>Come collabori con i musicisti per ottenere una performance di successo?<\/strong><\/li>\n<li>Beh, lavorando tanto per cominciare sui dettagli, non tralasciando i dettagli. A me piace molto scavare nell&#8217;interpretazione, soprattutto penso che sia anche necessario avere l&#8217;idea del contesto generale in cui un brano \u00e8 stato pensato, concepito, scritto, eseguito per la prima volta, capire la vita del compositore in quel momento. Sono tutti degli elementi che poi confluiscono nell&#8217;interpretazione. E l&#8217;interpretazione \u00e8 fatta dai dettagli, i dettagli sono importanti.<\/li>\n<li><strong>In che modo le tue esperienze personali influenzano l\u2019interpretazione di un\u2019opera musicale?<\/strong><\/li>\n<li>Sono fondamentali. Penso sempre che la musica classica viene vista come un oggetto da museo, spesso e volentieri, cio\u00e8 un oggetto messo sotto una teca, esattamente come un museo di archeologia. In realt\u00e0 \u00e8 una creatura viva, perch\u00e9 tutte le volte si trae nuova linfa dagli esecutori contemporanei, dalla loro vita e dalla loro esperienza. E quindi anche la stessa partitura, magari tornandoci sopra dopo un po&#8217; di anni, \u00e8 completamente diversa ai miei occhi. E questo sempre mi fa molto riflettere.<\/li>\n<li><strong>&#8220;Oggi si parla spesso della musica classica come di un&#8217;opera d&#8217;archivio. Secondo lei, perch\u00e9 sembra che non vengano pi\u00f9 composte opere con la stessa rilevanza e diffusione di quelle di Verdi, Puccini e altri grandi del Novecento?&#8221;<\/strong><\/li>\n<li>Era tantissimo e tra l&#8217;altro si aspettava la prima di Donizetti, come oggi si aspetta il nuovo disco di una pop star. Era questo il tipo di rapporto. Purtroppo con le avanguardie nel Novecento \u00e8 cambiato veramente tutto, sia da un punto di vista della produzione della musica, ma anche della fruizione della musica, perch\u00e9 purtroppo la musica classica si \u00e8 chiusa su se stessa, spesso e volentieri, cercando di essere sempre pi\u00f9 elitaria, non inclusiva.<br \/>\nE questo ha tenuto sempre pi\u00f9 fuori, ha allargato sempre di pi\u00f9 la distanza tra la musica e il pubblico. Ma io credo che oggi ci sia spazio per recuperare.<\/li>\n<\/ul>\n<p><strong> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-25065 aligncenter\" src=\"https:\/\/rtsh.al\/rti\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/06\/Beatrice-Venezi-direttrice-orchestra.jpg\" alt=\"\" width=\"647\" height=\"364\" \/><\/strong><\/p>\n<ul>\n<li><strong>In che modo la musica classica pu\u00f2 contribuire allo sviluppo personale e professionale di un individuo? <\/strong><\/li>\n<li>Io penso che lo aiuti, in realt\u00e0 non lo dico solo io, lo dicono studi scientifici. Penso che anche l&#8217;educazione e la complessit\u00e0 di cui parlavamo, anche sviluppare una certa sensibilit\u00e0, un certo orecchio, sono tutti elementi che poi formano un bagaglio personale importantissimo.<br \/>\nE anche il fatto di poter collegare magari determinati compositori o determinate opere alla filosofia, alla storia, alla storia dell&#8217;arte. Ci sono tantissimi momenti di intersezione tra questi mondi, per cui riuscire a fare, a creare nella propria mente questa rete significa poi avere una visione molto pi\u00f9 chiara e a 360 gradi appunto di qualsiasi elemento, di qualsiasi evento.<\/li>\n<li><strong>\u00a0<\/strong><strong>Quale consiglio daresti ai giovani direttori d\u2019orchestra?<\/strong><\/li>\n<li>Di trovarsi un buon maestro prima di tutto. Un buon maestro \u00e8 la cosa fondamentale, e un buon maestro non \u00e8 chi ti vuole imporre la sua visione, ma \u00e8 chi sa educare, quindi tirare fuori il meglio dall&#8217;allievo. Questa non \u00e8 una cosa che tutti gli insegnanti fanno, ma sono buoni maestri.<\/li>\n<li><strong>\u00a0<\/strong><strong>Puoi raccontarci qualcosa sui tuoi prossimi progetti artistici?<\/strong><\/li>\n<li>S\u00ec, dunque io ora torno in Italia, dopo questo concerto diriger\u00f2 a Trieste <em>Carmina Burana<\/em>, al Teatro di Trieste, poi sar\u00f2 di nuovo a Buenos Aires al Teatro Col\u00f3n, quest&#8217;anno sono i cento anni di tutti i corpi stabili, dell&#8217;orchestra, del coro, del balletto,<br \/>\nquindi abbiamo adesso un gal\u00e0, poi di nuovo <em>Traviata<\/em>, poi ancora a conclusione dell&#8217;anno la <em>Seconda<\/em> di Mahler, poi sar\u00f2 a Bangkok con Pl\u00e1cido Domingo, e anche a Santo Domingo con Pl\u00e1cido Domingo, e poi torner\u00f2 ancora in Italia per altri concerti e opere,<br \/>\nsoprattutto opera quest&#8217;anno.<\/li>\n<li><strong>\u00a0<\/strong><strong>Hai un messaggio o un consiglio per i vecchi e nuovi amici dell\u2019Orchestra della Radio e Televisione Albanese?<\/strong><\/li>\n<li>Di seguire intanto per cominciare quest&#8217;orchestra, che \u00e8 un&#8217;ottima orchestra, di venire al nostro concerto questo fine settimana, e di lasciarsi appunto toccare dalla musica,<br \/>\nlasciarsi emozionare dalla musica classica, perch\u00e9 se non avete mai fatto questo tipo di esperienza, sar\u00e0 qualcosa che vi rimarr\u00e0 per tutta la vita.<\/li>\n<li><strong>Grazie per l\u2019intervista <\/strong><\/li>\n<li>Grazie a voi!<\/li>\n<\/ul>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>&nbsp; \u00c8 la tua prima volta in Albania? Come hai conosciuto questo Paese? \u00c8 la prima volta che vengo in Albania, sono molto contenta, anche entusiasta, devo dire la verit\u00e0, anche dell&#8217;accoglienza dell&#8217;orchestra, \u00e8 la prima volta che lavoro con l&#8217;orchestra della televisione e della radio appunto albanese, non vedo l&#8217;ora di riuscire ad avere [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":3,"featured_media":25060,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[4],"tags":[],"class_list":["post-25059","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-interviste"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/rtsh.al\/rti\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/25059","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/rtsh.al\/rti\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/rtsh.al\/rti\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/rtsh.al\/rti\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/rtsh.al\/rti\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=25059"}],"version-history":[{"count":4,"href":"https:\/\/rtsh.al\/rti\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/25059\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":25069,"href":"https:\/\/rtsh.al\/rti\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/25059\/revisions\/25069"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/rtsh.al\/rti\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/25060"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/rtsh.al\/rti\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=25059"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/rtsh.al\/rti\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=25059"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/rtsh.al\/rti\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=25059"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}