{"id":37607,"date":"2026-09-02T19:22:52","date_gmt":"2026-09-02T17:22:52","guid":{"rendered":"https:\/\/rtsh.al\/rti\/it\/?p=37607"},"modified":"2026-09-02T11:33:39","modified_gmt":"2026-09-02T09:33:39","slug":"enrico-tellini-il-generale-italiano-diventato-simbolo-della-questione-albanese","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/rtsh.al\/rti\/it\/enrico-tellini-il-generale-italiano-diventato-simbolo-della-questione-albanese\/","title":{"rendered":"Enrico Tellini, il generale italiano diventato simbolo della questione albanese"},"content":{"rendered":"<blockquote><p><em><strong>Dalla Garfagnana ai Balcani, la vita dell&#8217;ufficiale italiano ucciso nel 1923 durante una missione internazionale per la delimitazione del confine tra Albania e Grecia<\/strong><\/em><\/p><\/blockquote>\n<p>TIRANA \u2013 Centotr\u00e9 anni dopo la sua morte, il nome di Enrico Tellini continua a raccontare una pagina complessa della storia dei Balcani. Generale italiano, veterano della guerra di Libia e della Prima guerra mondiale, Tellini arriv\u00f2 in Albania nel momento in cui la giovane nazione cercava di consolidare i propri confini e la propria posizione nel nuovo ordine europeo uscito dalla Grande guerra.<\/p>\n<p>Il 27 agosto 1923, mentre svolgeva il suo incarico di presidente della commissione internazionale incaricata di delimitare il confine greco-albanese, venne assassinato nei pressi di Giannina, insieme ad altri tre membri italiani della delegazione.<\/p>\n<p>Il suo omicidio provoc\u00f2 una crisi internazionale, port\u00f2 all&#8217;occupazione italiana di Corf\u00f9 e contribu\u00ec a trasformare una controversia di frontiera in uno dei primi grandi confronti diplomatici dell&#8217;Europa del dopoguerra.<\/p>\n<p>Ma la storia di Tellini non \u00e8 soltanto la storia di un assassinio. \u00c8 anche la storia di un militare che attravers\u00f2 alcuni degli eventi pi\u00f9 drammatici dell&#8217;Italia tra Ottocento e Novecento e, soprattutto, di un uomo la cui memoria avrebbe avuto un significato particolare in Albania.<\/p>\n<p><strong>Dalla Garfagnana alla carriera militare<\/strong><\/p>\n<p>Enrico Tellini nacque a Castelnuovo di Garfagnana il 26 agosto 1871. Figlio di Angelo Tellini, magistrato, ed Egidia Masini, trascorse parte dell&#8217;infanzia a Pontremoli. A tredici anni entr\u00f2 nel Collegio militare di Firenze, iniziando cos\u00ec un percorso che lo avrebbe portato ai vertici del Regio Esercito.<\/p>\n<p>Dopo la formazione militare a Torino, Tellini intraprese la carriera nell&#8217;artiglieria e nello Stato Maggiore. Non fu quindi soltanto un ufficiale destinato al combattimento: nel corso degli anni acquis\u00ec esperienza nell&#8217;organizzazione militare, nella pianificazione e nelle attivit\u00e0 politico-militari.<\/p>\n<p>Nel 1911 partecip\u00f2 alla guerra italo-turca e fu impegnato in Libia, dove prese parte alle operazioni militari intorno a Derna. Per il servizio prestato venne decorato e prosegu\u00ec la sua carriera all&#8217;interno dell&#8217;esercito.<br \/>\n<img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-full wp-image-37611 alignleft\" src=\"https:\/\/rtsh.al\/rti\/it\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/Enrico_Tellini.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"440\" \/><\/p>\n<p>Con lo scoppio della Prima guerra mondiale la sua esperienza divenne ancora pi\u00f9 significativa. Tellini fu inizialmente addetto militare presso l&#8217;ambasciata italiana a Vienna e successivamente entr\u00f2 nell&#8217;apparato del Comando supremo italiano.<\/p>\n<p>Nel 1916 assunse il comando della brigata &#8220;Lombardia&#8221; e partecip\u00f2 alle operazioni sul fronte dell&#8217;Isonzo. Nel 1917 fu coinvolto nella drammatica fase della ritirata italiana dopo Caporetto: rimase ferito e venne fatto prigioniero dagli austro-ungarici.<\/p>\n<p>La guerra lasci\u00f2 dunque sul suo corpo e nella sua carriera il segno di uno dei momenti pi\u00f9 difficili della storia militare italiana. Dopo il conflitto Tellini continu\u00f2 a ricoprire incarichi di responsabilit\u00e0 e nel 1923 raggiunse il grado di generale di brigata.<\/p>\n<p><strong>Una frontiera che poteva cambiare il destino dell&#8217;Albania<\/strong><\/p>\n<p>Per comprendere l&#8217;ultima missione di Tellini bisogna tornare ai Balcani del primo dopoguerra.\u00a0L&#8217;Albania era diventata indipendente nel 1912, ma la definizione dei suoi confini rimase per anni una questione estremamente delicata. Le guerre balcaniche, la Prima guerra mondiale e le rivalit\u00e0 tra le potenze regionali avevano lasciato numerose questioni territoriali irrisolte.<\/p>\n<p>Nel nuovo sistema internazionale creato dopo la Prima guerra mondiale, la Conferenza degli Ambasciatori delle potenze alleate assunse un ruolo importante nella definizione delle frontiere dell&#8217;Albania. La conferenza aveva infatti alle proprie dipendenze diverse commissioni internazionali per la delimitazione dei confini e nel 1921 aveva adottato decisioni relative anche all&#8217;Albania.<\/p>\n<p><strong>La frontiera meridionale con la Grecia era particolarmente sensibile.<\/strong><\/p>\n<p>Da una parte vi erano le rivendicazioni greche legate all&#8217;Epiro; dall&#8217;altra, il governo e gli ambienti nazionalisti albanesi consideravano fondamentale la conservazione dell&#8217;integrit\u00e0 territoriale dello Stato albanese.<\/p>\n<p>Era una situazione nella quale una linea tracciata sulla carta poteva significare molto pi\u00f9 di una semplice divisione geografica: poteva decidere a quale Stato appartenessero villaggi, terreni agricoli, strade e comunit\u00e0.\u00a0Fu in questo contesto che Tellini venne scelto per guidare la missione internazionale.<\/p>\n<p><strong>Il generale italiano e la commissione internazionale<\/strong><\/p>\n<p>Tellini arriv\u00f2 alla guida della commissione con un bagaglio di esperienza particolarmente adatto a un incarico che si trovava a met\u00e0 strada tra attivit\u00e0 militare, diplomazia e amministrazione internazionale.<\/p>\n<p>Il compito della commissione era quello di tradurre sul terreno le decisioni internazionali sulla frontiera greco-albanese.\u00a0Non si trattava semplicemente di &#8220;disegnare un confine&#8221;. I componenti della commissione dovevano effettuare ricognizioni, esaminare il territorio, verificare le informazioni locali e affrontare le obiezioni delle parti interessate.<\/p>\n<p><strong>Il lavoro procedeva per\u00f2 in un clima di forte tensione.<\/strong><\/p>\n<p>La questione della frontiera aveva infatti una dimensione politica che superava di molto il lavoro tecnico della commissione. Per gli albanesi il confine meridionale rappresentava una questione di sovranit\u00e0 nazionale; per la Grecia riguardava invece una regione nella quale esistevano forti interessi territoriali e identitari.\u00a0Il ruolo di Tellini divent\u00f2 cos\u00ec sempre pi\u00f9 delicato.<\/p>\n<p><strong>Il 27 agosto 1923<\/strong><\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-full wp-image-37612 aligncenter\" src=\"https:\/\/rtsh.al\/rti\/it\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/Enrico-tellini.jpg\" alt=\"\" width=\"1480\" height=\"887\" \/>La mattina del 27 agosto 1923, Tellini part\u00ec da Giannina per una ricognizione verso la zona di Kakavia, in prossimit\u00e0 del confine albanese.\u00a0Con lui viaggiavano il maggiore medico Luigi Corti, il tenente Mario Bonaccini e il meccanico Remigio Farneti.\u00a0Il gruppo si trovava in territorio greco, sulla strada tra Giannina e Santi Quaranta, quando l&#8217;automobile venne fermata da uomini armati.\u00a0Quello che accadde nei minuti successivi fu rapido e terribile.<\/p>\n<p>Tellini e gli altri tre italiani vennero uccisi.<\/p>\n<p>I responsabili riuscirono a fuggire e non furono identificati con certezza. L&#8217;episodio divenne immediatamente un caso internazionale. La documentazione giuridica internazionale successiva avrebbe definito l&#8217;episodio come l&#8217;assassinio, da parte di persone rimaste ignote, del presidente della commissione internazionale e dei membri italiani della missione.<br \/>\nEd \u00e8 proprio qui che la vicenda diventa particolarmente delicata.<\/p>\n<p><strong>Chi uccise Tellini?<\/strong><\/p>\n<p>Per decenni l&#8217;assassinio \u00e8 stato raccontato soprattutto attraverso la contrapposizione tra Italia e Grecia.<\/p>\n<p>In Italia si diffuse rapidamente l&#8217;idea di un attentato organizzato da elementi greci. La stampa dell&#8217;epoca contribu\u00ec ad alimentare un&#8217;ondata nazionalista e anti-greca. La ricostruzione storica successiva ha per\u00f2 mostrato quanto la propaganda e le notizie non verificate abbiano influenzato l&#8217;opinione pubblica italiana.<\/p>\n<p>Le responsabilit\u00e0 degli esecutori non furono infatti mai stabilite definitivamente.\u00a0La Grecia respinse l&#8217;accusa di essere responsabile dell&#8217;attentato e sostenne che i responsabili potessero essere membri di bande armate attive nella regione.<\/p>\n<p>Ancora oggi, sulla base della documentazione disponibile, non \u00e8 possibile affermare con certezza chi abbia organizzato l&#8217;assassinio n\u00e9 chi ne siano stati i mandanti.<\/p>\n<p>Questa incertezza, tuttavia, non imped\u00ec alla vicenda di produrre conseguenze enormi.<\/p>\n<p><strong>L&#8217;ultimatum di Mussolini e l&#8217;occupazione di Corf\u00f9<\/strong><\/p>\n<p>La morte di Tellini arriv\u00f2 in un momento particolare per l&#8217;Italia.\u00a0Benito Mussolini era al governo da meno di un anno e il fascismo stava cercando di consolidare la propria posizione sia sul piano interno sia su quello internazionale.<\/p>\n<p>Il governo italiano present\u00f2 alla Grecia una serie di richieste molto dure, tra cui la punizione dei responsabili e il pagamento di un risarcimento.\u00a0Atene respinse le richieste italiane nella loro totalit\u00e0.\u00a0La risposta di Roma fu immediata.<\/p>\n<p>Il 31 agosto 1923, le forze italiane occuparono militarmente Corf\u00f9, importante isola greca nel Mar Ionio.\u00a0La vicenda divenne cos\u00ec la Crisi di Corf\u00f9, uno dei primi importanti confronti internazionali dell&#8217;epoca fascista. Mussolini sosteneva che l&#8217;occupazione fosse una misura temporanea destinata a garantire il pagamento delle riparazioni richieste all&#8217;Italia.<\/p>\n<p>Ma l&#8217;azione italiana suscit\u00f2 forti reazioni internazionali.\u00a0La Societ\u00e0 delle Nazioni si trov\u00f2 coinvolta nella disputa, mentre le grandi potenze europee cercavano di evitare che la crisi degenerasse in un conflitto armato tra Italia e Grecia.<\/p>\n<p><strong>La Conferenza degli Ambasciatori<\/strong><\/p>\n<p>Alla fine la controversia venne riportata davanti alla Conferenza degli Ambasciatori, proprio l&#8217;organismo internazionale sotto la cui autorit\u00e0 aveva lavorato la commissione di Tellini.<\/p>\n<p>La conferenza adott\u00f2 una soluzione diplomatica che prevedeva una serie di condizioni per la Grecia, compreso il pagamento di un&#8217;indennit\u00e0 di 50 milioni di lire e lo svolgimento di un&#8217;indagine sui responsabili dell&#8217;assassinio.<\/p>\n<p>L&#8217;Italia accett\u00f2 quindi di ritirarsi da Corf\u00f9. L&#8217;evacuazione dell&#8217;isola venne completata il 27 settembre 1923.\u00a0 La vicenda ebbe anche un&#8217;importante conseguenza politica.\u00a0Mussolini poteva presentare la soluzione della crisi come una vittoria diplomatica e militare dell&#8217;Italia. La stampa nazionale contribu\u00ec fortemente a costruire questa immagine.\u00a0La morte di Tellini venne cos\u00ec inserita in una narrazione pi\u00f9 ampia di prestigio nazionale e di forza italiana.<\/p>\n<p><strong>Tellini e l&#8217;Albania<\/strong><\/p>\n<p>Ma mentre in Italia Tellini diventava un simbolo del sacrificio nazionale, in Albania la sua figura assumeva un significato diverso.<\/p>\n<p>Per una parte della memoria pubblica albanese, Tellini era diventato l&#8217;ufficiale straniero che aveva presieduto una commissione incaricata di difendere, attraverso il diritto internazionale, l&#8217;integrit\u00e0 territoriale del giovane Stato albanese.<\/p>\n<p>Questa percezione ebbe una manifestazione concreta nel cuore di Tirana.\u00a0Nel 1933 venne inaugurata una nuova strada intitolata a &#8220;Gjeneral Tellini&#8221;, la Sh\u00ebtitorja General Tellini. In seguito, nello stesso luogo, venne collocato anche un busto del generale.<\/p>\n<p>La memoria di Tellini venne ulteriormente celebrata nel 1941, quando fu inaugurata una statua realizzata dallo scultore albanese Odhise Paskali.\u00a0La statua venne collocata nell&#8217;area dove oggi si trova l&#8217;Accademia delle Scienze dell&#8217;Albania.\u00a0Era un riconoscimento significativo: un generale italiano assassinato in Grecia veniva celebrato nella capitale albanese come una figura legata alla causa dei confini dell&#8217;Albania.<\/p>\n<p><strong>La cancellazione del monumento<\/strong><\/p>\n<p>La storia del monumento ebbe per\u00f2 vita breve.\u00a0Nel 1947, dopo l&#8217;instaurazione del regime comunista in Albania, la statua di Tellini venne distrutta.\u00a0Il cambiamento non riguardava soltanto un monumento. Era iniziata una profonda trasformazione della memoria pubblica albanese.<\/p>\n<p>Il nuovo regime comunista tendeva a cancellare o ridimensionare i simboli legati alla precedente monarchia, alla presenza italiana e alla fase politica precedente alla Seconda guerra mondiale.<\/p>\n<p>Cos\u00ec, nel giro di pochi anni, il generale che era stato celebrato nel centro di Tirana scomparve dallo spazio pubblico.\u00a0La vicenda del monumento \u00e8 stata ricostruita anche da fonti albanesi, che ricordano la data dell&#8217;inaugurazione della statua di Paskali, il 27 agosto 1941, e la sua distruzione nel 1947.<\/p>\n<p><strong>Una memoria che meriterebbe di tornare a Tirana<\/strong><\/p>\n<p>Oggi la storia di Tellini offre anche l&#8217;occasione per riflettere sul rapporto tra memoria, politica e identit\u00e0 nazionale.\u00a0La sua immagine \u00e8 stata utilizzata in modi differenti.<\/p>\n<p>In Italia il generale fu trasformato soprattutto in un simbolo patriottico. Il fascismo utilizz\u00f2 la vicenda per rafforzare la propria immagine di potenza e determinazione internazionale.<\/p>\n<p>In Albania, invece, Tellini venne ricordato come una figura associata alla difesa internazionale dei confini del Paese.\u00a0Successivamente, il regime comunista cancell\u00f2 il monumento.<\/p>\n<p>Dopo la caduta della dittatura, la statua non \u00e8 stata ricollocata nel centro di Tirana, nonostante siano esistite proposte e discussioni in questo senso.\u00a0\u00c8 un dettaglio che dice molto sul modo in cui la storia viene ricordata.<\/p>\n<p><strong>Oltre il mito<\/strong><\/p>\n<p>A distanza di oltre un secolo, Enrico Tellini merita forse di essere sottratto tanto alla propaganda quanto alla leggenda.\u00a0Non \u00e8 necessario trasformarlo in un eroe senza ombre, n\u00e9 attribuirgli un ruolo politico che le fonti non consentono di dimostrare.\u00a0\u00c8 sufficiente guardare alla sua biografia.<\/p>\n<p>Era un ufficiale di carriera che aveva combattuto in Libia e nella Prima guerra mondiale. Era stato ferito, fatto prigioniero e decorato. Aveva conosciuto la diplomazia militare e gli apparati dello Stato Maggiore.<\/p>\n<p>Quando arriv\u00f2 nei Balcani, gli fu affidato un incarico che richiedeva non soltanto competenze militari, ma anche capacit\u00e0 diplomatiche e conoscenza delle questioni territoriali.\u00a0Mor\u00ec mentre svolgeva quel compito.\u00a0Il suo assassinio non risolse la questione della frontiera greco-albanese. Al contrario, la trasform\u00f2 in una crisi internazionale che coinvolse alcune delle principali potenze europee.\u00a0E la verit\u00e0 sull&#8217;attentato rimase, in larga parte, nell&#8217;ombra.<\/p>\n<p><strong>Un uomo, tre memorie<\/strong><\/p>\n<p>Forse \u00e8 proprio questo il motivo per cui la figura di Enrico Tellini conserva ancora oggi un particolare interesse per Albania e Italia.\u00a0La sua storia pu\u00f2 essere letta<strong> attraverso tre diverse memorie.<\/strong>\u00a0 La prima \u00e8 quella italiana, che lo trasform\u00f2 nel simbolo di un ufficiale caduto al servizio dello Stato.<\/p>\n<p>La seconda \u00e8 quella albanese, che lo ricord\u00f2 come il generale legato alla missione internazionale incaricata di definire e garantire i confini dell&#8217;Albania.\u00a0La terza \u00e8 quella del periodo comunista, quando il suo monumento venne abbattuto e il suo nome fu cancellato dallo spazio pubblico.<\/p>\n<p>Tre interpretazioni diverse dello stesso uomo.<\/p>\n<p>Ma al di l\u00e0 delle letture politiche, rimane un fatto: <strong>Enrico Tellini mor\u00ec mentre svolgeva una missione internazionale destinata a contribuire alla definizione della frontiera tra due Stati.<\/strong><\/p>\n<p>Il suo ultimo viaggio, iniziato a Giannina nella mattina del 27 agosto 1923, avrebbe cambiato la storia delle relazioni tra Italia, Grecia e Albania.\u00a0A pi\u00f9 di cento anni di distanza, il generale della Garfagnana continua cos\u00ec a vivere non soltanto nei libri di storia italiani, ma anche nella memoria dei Balcani.<\/p>\n<p>E forse la domanda pi\u00f9 interessante non \u00e8 soltanto chi uccise Enrico Tellini.\u00a0\u00c8 anche chiedersi perch\u00e9, ancora oggi, la sua figura continui a dividere e allo stesso tempo ad avvicinare le memorie di Italia e Albania.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Dalla Garfagnana ai Balcani, la vita dell&#8217;ufficiale italiano ucciso nel 1923 durante una missione internazionale per la delimitazione del confine tra Albania e Grecia TIRANA \u2013 Centotr\u00e9 anni dopo la sua morte, il nome di Enrico Tellini continua a raccontare una pagina complessa della storia dei Balcani. 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