{"id":8406,"date":"2024-11-26T12:59:00","date_gmt":"2024-11-26T12:59:00","guid":{"rendered":"https:\/\/rtsh.al\/rti\/it\/tirana-avantila-favola-di-anita-likmeta-e-il-soffitto-di-cristallo\/"},"modified":"2024-11-26T12:59:00","modified_gmt":"2024-11-26T12:59:00","slug":"tirana-avantila-favola-di-anita-likmeta-e-il-soffitto-di-cristallo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/rtsh.al\/rti\/it\/tirana-avantila-favola-di-anita-likmeta-e-il-soffitto-di-cristallo\/","title":{"rendered":"Tirana avantiLa favola di Anita Likmeta, e il soffitto di cristallo"},"content":{"rendered":"<p>Albania \u00e8 una parola che nell\u2019immaginario collettivo italiano ha assunto nel tempo tante sfumature, cambiando allo stesso ritmo della societ\u00e0 italiana. Durante la Guerra Fredda, \u00e8 stato sinonimo di comunismo duro, puro, ortodosso, ammantato di mistero e visto con una certa diffidenza dagli occidentali. Poi Albania \u00e8 diventata sinonimo di speranza: tutti ricordiamo le immagini dei tanti albanesi stipati nelle navi che salpavano l\u2019Adriatico in cerca di una nuova vita in Italia, la loro America. Albania \u00e8 stata per breve tempo anche sinonimo di criminalit\u00e0, come spesso succede quando la politica non accompagna nel giusto modo l\u2019incontro tra culture in apparenza diverse, ma pi\u00f9 simili di quanto si possa credere. Negli ultimi anni per\u00f2 la parola Albania ha regalato nuove e importanti sfumature: un esempio eccelso di integrazione umana ed economica, una meta turistica inaspettata, un paese alleato e amico che con pazienza diplomatica ha assecondato la bislacca e incostituzionale iniziativa del governo Meloni di spendere centinaia di milioni di euro per mandare l\u00ec una decina di migranti, salvo poi essere costretta a riportarli indietro.\u00a0<\/p>\n<p>Anita Likmeta, nata a Durazzo durante il regime comunista di Enver Hoxha e arrivata in Italia nel 1997 \u00e8 una persona che per tutta la sua vita ha vissuto questa doppia anima albanese e italiana e che meglio di tutti pu\u00f2 spiegarci l\u2019incontro-scontro tra queste due culture. Oggi \u00e8 diventata una stimata imprenditrice nel settore digitale, fondatrice e Ceo della holding Exegesis Srl, con partecipazioni in varie startup e PMI di successo. Nel 2021 \u00e8 stata riconosciuta tra le \u201cInspiring 50\u201d in Europa secondo il Corriere della Sera.\u00a0 Nel 2024 ha pubblicato il suo primo romanzo, \u201cLe favole del comunismo\u201d, edito da Marsilio, in cui racconta con una spietata allegria la sua infanzia in Albania, facendoci capire molte cose sulle conseguenze politiche e umanitarie di quel regime.\u00a0<\/p>\n<p>Durante la terza giornata de Linkiesta Festival, ospite del panel \u201cLe donne albanesi\u201d, moderato da Andrea Fioravanti, Likmeta ha raccontato la sua storia di successo, spiegando che durante la sua crescita personale non ha avuto punti di riferimento, n\u00e9 storici, n\u00e9 modelli da emulare: \u00abDurante il comunismo in Albania non \u00e8 stato concesso alle donne di diventare figure centrali. Il regime si vantava di metterle al centro, di emanciparle, ma era solo una narrazione di facciata. Prendiamo l\u2019esempio di Nexhmije Hoxha, moglie del dittatore Enver Hoxha: anche lei, pur avendo avuto un ruolo prominente nella Resistenza e nelle istituzioni, \u00e8 rimasta schiacciata sotto il patriarcato brutale del regime\u00bb Questo mito dell\u2019emancipazione femminile secondo Likmeta si \u00e8 infranto nelle storie di molte donne albanesi. \u00abLe donne lavoravano duramente, ma erano sempre subordinate, mai protagoniste. E questo peso lo hanno portato con s\u00e9 per decenni\u00bb.<\/p>\n<div class=\"banner-inread lkadv\">\n<div id=\"admpumiddle2\"><\/div>\n<div id=\"adinarticle\"><\/div>\n<\/div>\n<p>Sul palco dei Bagni Misteriosi di Milano, Likmeta ha raccontato con coraggiosa sincerit\u00e0 il peso dello stigma di essere albanese negli anni Novanta e Duemila in Italia. \u00abPer anni ho vissuto con un senso di colpa profondissimo. Non era un problema di chi ero, ma da dove venivo. Essere albanese era un marchio terribile. Speravo che i miei tratti potessero ingannare le persone: andava bene qualsiasi origine \u2013 russa, ucraina \u2013 ma non albanese\u00bb.\u00a0Nella prima fase della sua carriera lavorativa non avrebbe mai pensato di fare l\u2019imprenditrice. \u00abNon mi piaceva nemmeno la parola, la trovavo fredda, calcolatrice, distante. Io volevo accumulare titoli, costruire una carriera accademica. Eppure, dopo aver inviato mille e settanta curriculum senza risposta, ho capito che dovevo sopravvivere\u00bb. Dopo lavori come cameriera e hostess, sfruttando la conoscenza di sei lingue, Likmeta si \u00e8 reinventata, creandosi un lavoro da sola. \u00abNon avevo idea di come funzionasse l\u2019economia, n\u00e9 sapevo cosa fosse una startup. Ma con il tempo ho studiato a fondo il modello americano, riuscendo a costruire una solida\u00a0<em>holding,<\/em> che oggi partecipa in oltre venti aziende\u00bb.\u00a0<\/p>\n<p>Riflettendo sul progresso in Albania, Likmeta sottolinea come oggi sia una prateria piena di opportunit\u00e0, ma ancora in transizione \u00abHo portato una mia amica a pranzo e lei si lamentava dicendomi di aver comprato una seconda casa a Golem. Proprio in quel momento ho pensato quanto l\u2019Albania di oggi sia davvero democratica, perch\u00e9 c\u2019\u00e8 dissenso o almeno la possibilit\u00e0 di criticare lo status quo. Ed \u00e8 nella capacit\u00e0 di lamentarsi che vedo il progresso\u00bb.<\/p>\n<p>Secondo Likmeta, l\u2019Albania del 2024 vive uno straordinario paradosso: \u00abSi pu\u00f2 sbagliare anche di pi\u00f9 rispetto ad altri paesi, perch\u00e9 c\u2019\u00e8 tutto da costruire. Questo rende pi\u00f9 semplice intraprendere nuove strade.La possibilit\u00e0 di sbagliare e migliorare \u00e8 il motore del cambiamento. Questo, per me, \u00e8 fondamentale. E va dato atto al premier Edi Rama di aver fatto tanto: al momento, l\u2019Albania ha il numero pi\u00f9 alto di donne al governo e in generale le donne albanesi stanno contribuendo alla crescita del paese, che sta vivendo un boom economico simile all\u2019Italia degli anni Sessanta. Certo, ci sar\u00e0 un rallentamento, ma ora \u00e8 un momento di grande fermento\u00bb.\u00a0<\/p>\n<p>Likmeta ha spiegato al pubblico de Linkiesta Festival di non avere modelli predefiniti a cui ispirarsi. \u00abIl modello si costruisce ogni giorno. Le mie eroine non hanno nomi: sono donne che, pur nella difficolt\u00e0, sacrificavano tutto per i propri figli, magari portando un giubbotto con la cerniera rotta e facendo finta che andasse tutto bene\u00bb.<\/p>\n<p>Guardando al panorama globale, La scrittrice e imprenditrice italo-albanese ha riflettuto sulle sfide delle donne al di l\u00e0 e al di qua del \u201cmuro invisibile\u201d che divide l\u2019Occidente dagli altri paesi. \u00abVivo con ansia ci\u00f2 che accade in Ucraina \u2013 anche perch\u00e9 ho una sorellina ucraina \u2013 e in Georgia. Mi fa male pensare che in Occidente ci sia un femminismo che, per certi versi, si permette il lusso di non affrontare queste realt\u00e0. Credo che si sia perso per strada. Qui c\u2019\u00e8 una libert\u00e0 tale che si gioca con i temi, si filosofeggia, ma manca il contatto con la realt\u00e0 concreta. Per me, \u00e8 fondamentale che il femminismo non perda di vista le difficolt\u00e0 reali delle donne\u00bb. \/ <a href=\"https:\/\/www.linkiesta.it\/2024\/11\/le-donne-albanesi-e-la-lotta-quotidiana-per-distruggere-il-soffitto-di-cristallo\/?fbclid=IwY2xjawGylstleHRuA2FlbQIxMQABHVtFxEsM2woyMK5whvWBEFLA_yOqL2ik0N9Qbgr5m-dVGgbn7PCg9udDLA_aem_OiK6OqWDYrrnE87SDOWfjA\" rel=\"noopener\" target=\"_blank\"><strong>linkiesta.it\u00a0<\/strong><\/a><\/p>\n<div class=\"banner-dynamic lkadv\">\n<div data-google-query-id=\"CMrDmNz4-YkDFac-VQgd3Oca6A\" id=\"ad_dyn3\"><\/div>\n<\/div>\n<div class=\"banner-dynamic lkadv\">\n<div data-google-query-id=\"CMr1nNz4-YkDFac-VQgd3Oca6A\" id=\"ad_dyn2\"><\/div>\n<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Albania \u00e8 una parola che nell\u2019immaginario collettivo italiano ha assunto nel tempo tante sfumature, cambiando allo stesso ritmo della societ\u00e0 italiana. 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