È scomparso all’età di 89 anni l’accademico Rexhep Qosja

L’accademico Rexhep Qosja si è spento all’età di 89 anni ed è stato sepolto in una semplice cerimonia familiare, alla presenza dei parenti più stretti. La notizia è stata resa nota dalla famiglia attraverso un comunicato diffuso dal nipote, che ha sottolineato come, secondo la volontà del defunto, non si terranno cerimonie ufficiali né ricevimenti pubblici.
Qosja è stato una delle figure più importanti del pensiero e della letteratura albanese, con una lunga carriera accademica, letteraria e pubblica in Kosovo e oltre. Nato il 25 giugno 1936 a Vuthaj, si è formato come studioso di letteratura albanese a Pristina e Belgrado, dove ha completato gli studi universitari e il dottorato. Dagli anni ’60 ha lavorato presso l’Istituto Albanologico di Pristina, di cui è stato anche direttore, e come professore all’Università di Pristina.
Autore di decine di opere di critica letteraria, studi albanologici, saggi, drammi e narrativa, è considerato uno dei principali innovatori della drammaturgia albanese degli anni ’70. Tra i suoi romanzi più noti figurano: “Vdekja më vjen prej syve të tillë”, “Një dashuri dhe shtatë faje”, “Nata është dita jonë” dhe “Bijtë e askujt”.
Qosja è stato anche un intellettuale impegnato nel dibattito pubblico, spesso in polemica con altri grandi autori come Ismail Kadare, soprattutto sul tema dell’identità culturale e dell’appartenenza europea degli albanesi. Negli anni ’90 ha avuto un ruolo attivo nella vita politica del Kosovo, partecipando a forum intellettuali e al processo di Rambouillet durante la guerra, e successivamente in strutture consultive politiche.
Critico verso le élite politiche e culturali, ha contribuito con forza ai dibattiti sull’identità, la storia e l’orientamento politico degli albanesi. La sua scomparsa segna la perdita di una voce autorevole e di un punto di riferimento per la cultura e la società albanese.



