L’isola di Sazan, il “Trump Island” nel cuore del Mediterraneo, tra lusso e ambiente a rischio

Sazan, un’isola al largo della costa albanese, è un luogo dalla natura quasi primordiale, con una flora che ricorda un paesaggio giurassico: felci giganti, lavanda, pini marittimi e altre piante che creano una giungla subtropicale. La sua posizione strategica tra il Mar Adriatico e lo Ionio, all’ingresso del golfo di Valona, l’ha resa per decenni una base militare chiusa e isolata, simbolo della politica di difesa estrema del regime comunista di Enver Hoxha. Per quasi mezzo secolo, l’isola è stata un’avamposto militare fortificato, con bunker, tunnel e una comunità di famiglie militari che viveva lontana dal resto del mondo.
Oggi, l’isola è diventata nota come “Isola di Trump” perché fa parte di un ambizioso progetto immobiliare e turistico firmato da Jared Kushner e Ivanka Trump. Nel 2024, Ivanka ha mostrato grande entusiasmo nel presentare la trasformazione di Sazan in una destinazione ultra-lusso, con i migliori architetti e brand internazionali coinvolti. Kushner ha dichiarato di voler creare un resort esclusivo, ideale per vacanze con famiglia e amici. Il progetto, che ha ottenuto il via libera preliminare dal governo albanese a dicembre 2024, copre l’intera superficie dell’isola di 1.400 acri.
L’isola di Sazan, pur ancora relativamente selvaggia, presenta però sfide importanti: vaste aree sono contaminate da ordigni inesplosi e residui bellici, pericolosi soprattutto nelle zone che si vorrebbero destinare alle nuove costruzioni. Questi pericoli derivano sia dal passato militare dell’isola sia da eventi degli anni ’90, quando gruppi criminali hanno saccheggiato depositi di armi. Nonostante ciò, la biodiversità è sorprendente e unica, con una vegetazione rigogliosa che contrasta con l’idea classica di un’isola mediterranea.
L’attuale governo albanese, guidato dal primo ministro Edi Rama, vede nel progetto di Sazan un’opportunità chiave per sviluppare il turismo di alta gamma, differenziandosi dai modelli di turismo di massa tipici dei paesi vicini come Italia, Croazia e Grecia. Rama ha affermato che l’Albania “non può permettersi di non sfruttare un dono come Sazan” e ha difeso con decisione la scelta di puntare su investimenti di lusso, nonostante le critiche. Il ministero del turismo e dell’ambiente, attraverso la ministra Mirela Kumbaro, ha ribadito l’intenzione di valorizzare il valore della qualità piuttosto che la quantità, affrontando il problema dell’eccesso di visitatori e dell’inquinamento nel paese.
Il progetto prevede anche agevolazioni fiscali per gli investitori durante la fase di costruzione, mentre lo stato garantirà le infrastrutture fondamentali come acqua, elettricità e fognature. Affinity Global Development, la società di Kushner coinvolta nel progetto, ha annunciato di lavorare con consulenti internazionali specializzati in sviluppo sostenibile per minimizzare l’impatto ambientale. Tuttavia, ambientalisti come il biologo marino Olsi Nika esprimono preoccupazione per la possibile devastazione dell’ecosistema marino e terrestre, considerato che l’isola fa parte del Parco Nazionale Marino Karaburun-Sazan, un’area protetta.
Oltre agli aspetti ambientali, il progetto di Sazan si inserisce in un contesto geopolitico complesso. Kushner, ex consigliere di Donald Trump, sta investendo anche in Serbia, dove Affinity Partners vuole trasformare l’ex ministero della Difesa di Belgrado in un hotel di lusso, in collaborazione con figure politiche e diplomatiche statunitensi. L’obiettivo dichiarato è quello di avvicinare i Balcani all’influenza occidentale, contrastando le spinte russe e cinesi nella regione.
La trattativa per la vendita e lo sviluppo dell’isola di Sazan è stata tenuta in gran parte segreta, e ha suscitato critiche da parte dell’opposizione albanese, che denuncia la mancanza di trasparenza. Tuttavia, il governo ha insistito sulla necessità di puntare su investimenti di alto profilo per sostenere la crescita economica del paese.
In conclusione, Sazan è un’isola con una storia unica, passata da remoto avamposto militare a potenziale gioiello del turismo di lusso mediterraneo. Il futuro dell’isola è ora un delicato equilibrio tra sviluppo economico ambizioso, tutela ambientale e dinamiche geopolitiche internazionali. /The Guardian




