Tensione crescente davanti al Ministero dell’Istruzione

Studenti e cittadini hanno continuato oggi, per il quarto giorno consecutivo, le proteste a Tirana per manifestare il loro malcontento nei confronti dell’attuale classe politica del Paese.
Partindo da diverse direzioni, si sono radunati davanti al Ministero dell’Istruzione e hanno partecipato alle manifestazioni che si sono svolte in questi tre giorni.
In alcune strade, alcuni giovani si sono seduti, bloccando il traffico per alcuni minuti all’ingresso di via “Myslym Shyri” e in altri punti.
In via Durazzo, vicino al Ministero dell’Istruzione, il comandante delle Forze di Sicurezza Nazionale, Artur Prifti, ha parlato con alcuni studenti, chiedendo loro di non sparare alla polizia e di protestare pacificamente. Successivamente, la polizia ha rimosso l’autocisterna che bloccava la strada, permettendo ai giovani di marciare verso Piazza Shqiponja.
Nelle principali vie di Tirana, alcuni negozi hanno abbassato le serrande e il traffico veicolare è stato bloccato.
Anche studenti delle scuole superiori e minorenni si sono uniti alla protesta odierna e, come si può vedere dai filmati, sono presenti anche persone mascherate. Durante la marcia da via Kavaja verso l’incrocio “21 dicembre”, sono iniziati gli scontri con la distruzione della segnaletica stradale.
Dopo essersi radunati davanti al Ministero dell’Istruzione, i giovani hanno scandito slogan e chiesto le dimissioni del governo, mentre la situazione si è fatta tesa quando alcuni di loro, mascherati e minorenni, hanno iniziato a lanciare pietre contro l’edificio.
La polizia ha utilizzato idranti, gas lacrimogeni e spray urticanti contro i manifestanti, disperdendoli temporaneamente dall’area antistante il ministero.
Scontri simili si sono verificati più volte, con i manifestanti che hanno lanciato pietre e la polizia che ha utilizzato idranti e gas lacrimogeni.
Durante le ultime tre proteste, si sono registrati gravi episodi di violenza e violenti scontri con la polizia in tutta Tirana. I manifestanti hanno incendiato edifici governativi e attività commerciali private, appiccando incendi nelle principali vie della capitale e causando caos e disordini.



