Albania, proteste a Tirana: il vescovo Meta condanna le violenze e denuncia la corruzione

Le proteste studentesche contro il governo di Edi Rama, sfociate in scontri e arresti a Tirana, riaccendono il dibattito sulla corruzione, le prospettive dei giovani e il futuro europeo dell’Albania. In un’intervista al Sir, mons. Gjergj Meta, vescovo di Rrëshen e presidente della Conferenza episcopale albanese, condanna l’oltraggio alla bandiera vaticana presso la nunziatura apostolica e chiede che le tensioni siano affrontate attraverso il dialogo e gli strumenti della democrazia.
Il presule riconosce i progressi compiuti dal Paese sul piano democratico e dello sviluppo, ma sottolinea come la corruzione continui ad alimentare il malcontento, soprattutto tra le nuove generazioni. A questo si aggiunge l’emigrazione, che coinvolge intere famiglie e contribuisce allo spopolamento del territorio.
Meta condanna ogni forma di violenza, sia da parte dei manifestanti sia quando le forze dell’ordine ricorrono a interventi sproporzionati. Sul percorso di adesione all’Unione europea, la posizione della Chiesa cattolica albanese è favorevole: l’Europa rappresenta, secondo il vescovo, la naturale destinazione del Paese, nel segno dei valori democratici e della dignità umana.
Nell’intervista si parla anche del rapporto con papa Leone XIV e della vicinanza della Santa Sede alla comunità cattolica albanese.
Qui il link per l’ articolo originale -> https://www.agensir.it/chiesa/2026/10/15/proteste-albania-tirana-mons-meta-vescovi-violenza-corruzione/



