L’economista Sefa: “I danni alle imprese rappresentano un duro colpo per il sistema economico”

L’esperto di economia Ergis Sefa, ospite del programma “3D” della Radio Televisione Albanese condotto da Alban Dudushi, ha condannato gli atti di violenza e i danni a proprietà pubbliche e private durante le proteste violente, sottolineando che le loro conseguenze si ripercuotono direttamente sui cittadini e sull’economia del Paese.
Secondo Sefa, qualsiasi forma di violenza è inaccettabile, soprattutto quando è esercitata contro la proprietà.
Inoltre ha sottolineato che la proprietà pubblica non appartiene al prossimo governo, ma ai cittadini albanesi, e che i danni che subisce si traducono in costi per l’intera società.
“I governi cambiano, ma la proprietà pubblica rimane dei cittadini. Qualsiasi danno ad essa è un danno che colpisce tutti noi”.
Concentrandosi sulle imprese private, Sefa ha evidenziato che in Albania prevalgono le piccole imprese familiari, che sostengono un gran numero di famiglie.
Per questo motivo, gli attacchi contro di esse rappresentano un duro colpo per l’economia e non sono legati a dibattiti politici o alla gestione del governo.
Ha sollevato dubbi sul fatto che gli attacchi a diverse attività commerciali e punti strategici della capitale non siano stati casuali, citando zone come Zogu i Zi, 21 Dhjetori e Bryli.
Secondo lui, queste non sono solo nodi di transito per i cittadini, ma anche punti chiave per la circolazione di beni e servizi.
L’economista ha avvertito che il blocco di queste aree potrebbe causare difficoltà nell’approvvigionamento del mercato, soprattutto in un’economia che dipende dalle importazioni per una parte significativa dei prodotti di base.
Un’altra preoccupazione sollevata da lui riguarda i danni al sistema finanziario. Sefa ha affermato che banche, sportelli automatici e infrastrutture finanziarie sono vitali per i cittadini, poiché attraverso di essi vengono erogati stipendi, pensioni e aiuti economici.
Secondo lui, se gli attacchi si fossero verificati alla fine del mese o all’inizio del mese successivo, la situazione avrebbe potuto diventare molto più problematica per le famiglie albanesi.
“Paura e panico sono il rischio maggiore in questi casi. Un’ondata di prelievi dai depositi potrebbe creare effetti regressivi sull’economia, che impiegherebbe mesi a riprendersi”.
Tuttavia, Sefa ha riconosciuto che il malcontento sociale ed economico esiste ed è reale.
Ha osservato che Tirana ha registrato uno dei tassi di aumento del costo della vita più alti della regione e che acquistare una casa è diventato sempre più difficile per le giovani coppie.
Nonostante questi problemi, l’economista ha sostenuto che danneggiare la proprietà privata non è un modo logico per fare pressione sul governo.
“Se qualcuno ha un problema con il governo, non può risolverlo danneggiando le piccole imprese che sono state costruite con duro lavoro e sacrifici. Queste persone sono contribuenti regolari e non hanno alcun legame con il processo decisionale politico. Non capisco la logica di danneggiare le loro proprietà”, ha concluso Sefa.



