Tirana nel caos, le proteste si intensificano. La Banca d’Albania, la Corte Suprema, auto e negozi vengono dati alle fiamme

Il quinto giorno di proteste a Tirana è stato caratterizzato da ore di tensione e scontri tra manifestanti e polizia, con la situazione che si è aggravata dal Ministero dell’Istruzione al viale “Dëshmorët e Kombit” e ad altre zone della capitale.
La manifestazione è iniziata alle 11:00 davanti al Ministero dell’Istruzione, dove, dopo diverse ore di protesta, la situazione è degenerata con l’incendio di cassonetti, lo sradicamento delle ringhiere dei marciapiedi e il lancio di pietre e oggetti contundenti contro gli agenti. La polizia è intervenuta con idranti e gas lacrimogeni per disperdere la folla.
I manifestanti si sono poi spostati verso il viale “Dëshmorët e Kombit”, dove gli scontri sono proseguiti con il lancio di molotov, pietre e ordigni pirotecnici contro la polizia. Durante gli scontri, un veicolo è stato incendiato, e sul posto sono intervenuti i vigili del fuoco.
Dopo diverse ore di scontri, la polizia ha avviato un’operazione per sgomberare i manifestanti dall’area antistante la sede del Primo Ministro. All’operazione hanno partecipato le Forze di Intervento Rapido e gli agenti dell’Unità Operativa, che hanno utilizzato quattro autobotti per disperdere la folla e sgomberare il viale. Durante l’intervento, sono iniziati anche i primi scortamenti di persone.
Dopo lo sgombero dei manifestanti dal viale, gli incidenti sono proseguiti in altre zone di Tirana. I manifestanti hanno lanciato molotov contro l’ex hotel “Dajti”, sede della Banca d’Albania, incendiando l’ingresso dell’istituto. Sono stati segnalati incendi anche nei locali della Corte Suprema, mentre un’attività commerciale e alcuni veicoli sono stati dati alle fiamme nell’area adiacente.
I giovani si sono poi riversati nelle strade della capitale, dove hanno danneggiato chioschi e insegne, e incendiato cassonetti della spazzatura, seminando il caos a Tirana. A seguito degli incidenti, si sono registrati danni materiali in diverse zone, mentre le forze di polizia hanno continuato a intervenire per gestire la situazione.
Presente sul posto, di fronte all’ufficio del Primo Ministro, c’era anche il Direttore Generale della Polizia di Stato, Skënder Hita, che ha seguito da vicino gli sviluppi durante gli scontri e l’operazione di dispersione dei manifestanti. La protesta di oggi giunge dopo cinque giorni di manifestazioni a Tirana, la cui escalation è stata accompagnata da danni a proprietà pubbliche e private, feriti e ripetuti interventi delle forze di sicurezza. Trentaquattro persone sono rimaste ferite nelle proteste di oggi, tra cui 21 agenti di polizia e 13 manifestanti.
Lanci di pietre, molotov e gas lacrimogeni: ecco cosa è successo durante l’escalation della protesta davanti alla sede del Primo Ministro.
Dopo diverse ore di tensione e scontri, la polizia è intervenuta per disperdere i manifestanti sul viale “Dëshmorët e Kombit” a Tirana. L’intervento è avvenuto dopo l’arrivo delle Forze di Intervento Rapido (FNSH), agenti dell’Unità Operativa, che hanno utilizzato 4 autobotti per allontanare la folla dal viale.
Gli agenti hanno avanzato sul campo, esercitando pressione per disperdere i manifestanti e liberare spazio davanti alla sede del Primo Ministro. Dopo l’intervento, la folla si è dispersa dal viale, mentre sono iniziati anche i primi scortamenti da parte degli agenti.
Dopo essersi dispersi nei pressi dell’ufficio del Primo Ministro, i manifestanti hanno lanciato molotov contro l’ex hotel “Dajti”, dove si trovano gli uffici della Banca d’Albania, appiccando il fuoco all’ingresso della banca.
L’intervento della polizia è avvenuto dopo continui scontri durante la protesta, durante i quali i manifestanti hanno lanciato pietre, molotov e ordigni pirotecnici contro gli agenti. La tensione è ulteriormente aumentata quando un veicolo è stato incendiato sul viale, rendendo necessario l’intervento dei vigili del fuoco per spegnere le fiamme.
Anche il Direttore Generale della Polizia di Stato, Skënder Hita, era presente sul posto, seguendo da vicino gli sviluppi. Nel frattempo, gli agenti hanno creato un cordone di sicurezza e hanno continuato a intervenire per allontanare i manifestanti dal viale.
La protesta di oggi è la quinta giornata di manifestazioni a Tirana. È iniziata alle 11:00 davanti al Ministero dell’Istruzione, dove, dopo diverse ore di protesta, la situazione è degenerata con l’incendio di cassonetti, lo sradicamento delle ringhiere dei marciapiedi e il lancio di pietre contro la polizia.
Dopo gli scontri nei pressi del ministero, la folla si è spostata verso il viale “Deshmorët e Kombit”, dove le tensioni sono continuate con il lancio di molotov e ordigni pirotecnici, l’uso di gas lacrimogeni e l’intervento della polizia con i cannoni ad acqua per disperdere i manifestanti.



