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Il Ministero dell’Interno ringrazia i genitori e lancia un appello ad allontanarsi dalla violenza

In una dichiarazione ai media, la viceministra dell’Interno, Anisa Ruseti, ha illustrato la posizione ufficiale del Ministero dell’Interno in merito alla gestione della situazione durante le recenti proteste e al coinvolgimento dei giovani in esse. Ruseti ha espresso la sua gratitudine ai genitori e ai tutori che hanno collaborato garantendo la regolare frequenza scolastica dei propri figli, “impedendo così che venissero coinvolti in proteste a rischio di scontri violenti”.

Riguardo alla situazione della sicurezza sul territorio, la viceministra ha sottolineato che, nonostante specifici episodi come l’attacco registrato alla Corte d’Appello di Tirana, l’ordine pubblico rimane sotto stretto controllo. Come ha ribadito, “la situazione è sotto controllo e la Polizia di Stato è incaricata di garantire l’ordine pubblico e la sicurezza”.

Quadro giuridico e responsabilità penale dei minori

Nel corso del suo intervento, Ruseti ha sottolineato le conseguenze legali a cui vanno incontro le persone coinvolte in atti di violenza, chiarendo che il diritto di protestare non esonera dalla responsabilità individuale per danni alla proprietà, incendi dolosi o scontri in uniforme.

Per quanto riguarda l’età e il trattamento giuridico dei minori, la dichiarazione ha dettagliato i limiti previsti dalla legislazione nazionale.

Il Ministero dell’Interno ha ricordato che “secondo il Codice penale, la responsabilità penale per i reati inizia a 14 anni, mentre per i reati gravi inizia a 16 anni”.

È stato chiarito che il procedimento sarà guidato dal principio di tutela dei minori e che “la responsabilità sarà valutata individualmente, sulla base delle azioni e delle prove di ciascuna persona, nel rispetto in ogni caso della presunzione di innocenza”.

Appello ai giovani e alle famiglie

Concludendo il suo messaggio, la Viceministra Ruseti ha rivolto un appello diretto ai giovani che si trovano vicino alle zone di tensione affinché si tengano lontani dagli atti di violenza. Li ha esortati a “non lasciarsi incitare da altri, a non subire pressioni da parte di gruppi o appelli sui social media che possano indurli a compiere azioni in grado di mettere a repentaglio le loro vite”, auspicando al contempo una continua collaborazione con i genitori per prevenire questo fenomeno.

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