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Tirana, ancora scontri durante le proteste: sei persone assistite in ospedale

Ancora tensioni tra manifestanti e forze dell’ordine nella capitale albanese. Dopo circa due ore di manifestazione pacifica, la situazione è degenerata con il lancio di bottiglie molotov, pietre e fuochi d’artificio contro la polizia.

Le proteste sono proseguite a Tirana anche dopo 8 giorni, con nuovi momenti di tensione e scontri tra manifestanti e forze dell’ordine, sebbene con un’intensità inferiore rispetto ai giorni precedenti per quanto riguarda gli attacchi diretti. Le principali istituzioni lungo il boulevard avevano adottato misure preventive di protezione, installando anche pannelli metallici alle finestre per prevenire eventuali attacchi.

La mobilitazione è iniziata davanti al Politecnico di Tirana, dove docenti e studenti si sono riuniti per poi marciare verso la sede del governo con lo slogan «Stop alla violenza contro gli studenti». I docenti hanno inoltre promosso una petizione per chiedere che le rivendicazioni degli studenti vengano ascoltate.

Intorno alle 15:30, dopo aver attraversato Rruga e Durrësit, la zona della Banca d’Albania e la Cattedrale ortodossa, i manifestanti si sono radunati sul boulevard Dëshmorët e Kombit. Per circa due ore la protesta si è svolta in un clima relativamente pacifico. La situazione è cambiata con il calare del buio, quando sono comparsi gruppi di persone mascherate e sono state lanciate le prime bottiglie molotov e pietre contro il cordone di polizia.

Le forze dell’ordine sono intervenute utilizzando idranti e gas lacrimogeni, dopo aver invitato attraverso gli altoparlanti donne e bambini ad allontanarsi. L’intervento ha disperso la folla in diverse direzioni.

Per alcuni minuti, piazza Skënderbej è diventata teatro di nuovi scontri, con manifestanti che hanno lanciato raffiche di fuochi d’artificio contro la polizia, la quale ha risposto nuovamente con gas lacrimogeni.

Altri gruppi di giovani mascherati si sono diretti verso Rruga e Elbasanit e il Parco Rinia, collocando ostacoli per bloccare la circolazione. Le forze dell’ordine hanno concentrato i propri interventi anche nell’incrocio vicino alla Piramide, mentre nei pressi della sede del Parlamento è stato predisposto un imponente cordone di sicurezza per proteggere tutte le vie di accesso.

Le operazioni di polizia sono proseguite fino a tarda sera, con pattugliamenti, accompagnamenti di persone negli uffici di polizia e controlli all’interno di alcuni locali.

Sei persone hanno richiesto assistenza medica. Secondo i dati ufficiali diffusi dalle strutture ospedaliere, aggiornati alle ore 21, cinque persone sono state assistite presso l’Ospedale universitario del Trauma: quattro passanti, uno dei quali ha riferito di essere rimasto ferito durante la protesta del giorno precedente, e un agente di polizia ferito mentre era in servizio. Una delle persone assistite è stata ricoverata per ulteriori accertamenti.

Un’altra manifestante è stata curata presso il Centro ospedaliero universitario «Madre Teresa» e successivamente dimessa.

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