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Albania, i docenti universitari proclamano il boicottaggio delle lezioni dal 21 ottobre

Il Sindacato dei lavoratori universitari dell’Albania (SPUSH) ha proclamato il boicottaggio delle lezioni in tutte le università pubbliche del Paese a partire dal 21 ottobre e fino a nuovo avviso, in solidarietà con gli studenti e gli alunni che protestano a Tirana.

La decisione è stata approvata all’unanimità dalla direzione del sindacato il 20 ottobre, durante una riunione svoltasi nel luogo della protesta. L’organizzazione chiede la fine immediata delle violenze contro studenti e manifestanti pacifici, un’indagine indipendente e trasparente sugli interventi delle forze dell’ordine dal 13 ottobre e l’accertamento delle responsabilità.

Tra le richieste dei giovani, sostenute dal sindacato, figurano un’istruzione di qualità, una sanità dignitosa, maggiori garanzie per la sicurezza e la proprietà, oltre alla responsabilità delle istituzioni.

Lo SPUSH invita rettori e dirigenti universitari a rispettare il boicottaggio e a non adottare provvedimenti disciplinari contro docenti e studenti coinvolti. Durante la sospensione delle lezioni, i docenti sono inoltre invitati a partecipare alle proteste e a garantire agli studenti materiali didattici e assistenza. Le lezioni perse saranno recuperate successivamente.

«Il boicottaggio non è un abbandono delle aule, ma un modo per dimostrare che, senza diritti e dignità, l’aula perde il suo significato», sottolinea il sindacato, che si impegna a riprendere le lezioni quando gli studenti avranno ricevuto le risposte richieste.

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