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Il Presidente del Parlamento Peleshi rinvia la sessione plenaria di una settimana

Il Presidente dell’Assemblea, Niko Peleshi, ha reagito con una dichiarazione in merito alla situazione creatasi a seguito delle proteste a Tirana e alla decisione di rinviare la sessione plenaria prevista per oggi.

Nella sua dichiarazione, Peleshi sottolinea che, con la responsabilità di garantire una sessione pacifica in cui ogni deputato possa esercitare il proprio dovere costituzionale e legale, di fronte a “una situazione senza precedenti di violenza contro le istituzioni statali, la proprietà pubblica e la proprietà privata dei cittadini”, nonché alla luce dei dati preoccupanti provenienti dalle forze dell’ordine riguardo a scenari che violano l’ordine pubblico e la sicurezza, ha deciso di rinviare la sessione plenaria di una settimana. Sottolinea che tale misura è stata adottata “per non dare alcun motivo di provocazione”.

Il Presidente dell’Assemblea invita alla ragione e alla pace, sottolineando che l’Albania è una democrazia in cui cittadini, partiti politici e organizzazioni hanno orientamenti e interessi diversi, ma al di sopra di questi vi è il comune interesse nazionale.

Dedica una parte importante della dichiarazione agli studenti, agli alunni e ai giovani, sottolineando il loro diritto di essere ascoltati e di partecipare a tavoli di discussione comuni, come il Patto Universitario.

Peleshi esprime preoccupazione per il fatto che gli episodi di violenza, incendi dolosi e saccheggi siano “deliberatamente diretti contro” gli studenti, definendoli un grave danno per il Paese.

“I nostri studenti saranno i primi albanesi a vivere come europei, parte della grande famiglia dell’Unione Europea. Pertanto, i recenti episodi di violenza… rappresentano un grave danno per tutti noi”, si legge nella dichiarazione.

Peleshi sottolinea che il processo di integrazione europea non è garantito e può essere ostacolato da forze esterne, ma non deve in alcun modo essere interrotto dagli albanesi stessi. In qualità di Presidente del Parlamento, cittadino ed ex studente del dicembre 1990, invita alla moderazione e alla riflessione.

Egli esige che la società reagisca all’unanimità per tenere i minori e gli studenti delle scuole superiori lontani dalla violenza, sottolineando che non devono essere alimentati dall’odio né plasmati dalla violenza di strada.

“Qui dobbiamo essere tutti uniti, senza distinzioni politiche: democratici, socialisti o indipendenti. I bambini sono il bene più prezioso di un Paese. L’Albania di domani dipende dalla loro educazione di oggi”.

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