Proteste in Albania, la polizia: 127 arresti a Tirana e 120 agenti feriti

La polizia albanese ha reso noti i dati relativi alle misure adottate dopo le proteste degli ultimi giorni, caratterizzate da episodi di violenza, scontri con gli agenti e danneggiamenti di proprietà pubbliche e private. A fare il punto è stato Dhimitraq Ziu, capo del Dipartimento per la Sicurezza, che ha illustrato il bilancio delle operazioni e delle indagini avviate in diverse città del Paese.
Secondo quanto riferito da Ziu, a Tirana sono state arrestate 127 persone, mentre altre 244 sono sottoposte a procedimento penale per resistenza e violenza contro pubblici ufficiali, oltre che per danneggiamento di beni pubblici e privati.
Le squadre investigative stanno esaminando le prove raccolte e le registrazioni video per ricostruire gli episodi e identificare tutte le persone coinvolte.
La situazione resta sotto osservazione anche nelle altre città. A Durazzo sono state arrestate 23 persone, mentre altre 12 sono indagate a piede libero per accuse legate agli scontri con la polizia e ai danneggiamenti. A Coriza sono stati effettuati due arresti e altre 27 persone sono finite sotto indagine per gli stessi reati. A Valona, invece, sono in corso accertamenti nei confronti di 20 persone per presunto intralcio allo svolgimento delle attività didattiche e all’operato delle forze dell’ordine.
Ulteriori procedimenti riguardano nove persone a Scutari, sei a Elbasan e dieci a Kukës.
Centoventi agenti feriti, grave un poliziotto a Scutari
Il bilancio comprende anche numerosi feriti tra le forze dell’ordine. Secondo i dati diffusi da Ziu, gli episodi di violenza verificatisi a Tirana, Durazzo, Alessio, Scutari e Kukës hanno provocato il ferimento complessivo di 120 agenti di polizia.
Particolarmente grave la situazione a Scutari, dove un agente dell’ordine pubblico è rimasto seriamente ferito durante la protesta ed è stato ricoverato all’Ospedale del Trauma di Tirana, dove sta ricevendo le cure necessarie.
Il presunto responsabile del ferimento è stato identificato, ma, secondo quanto dichiarato da Ziu, non è stato arrestato a causa della sua età.
Verifiche sui messaggi online e sulle minacce agli agenti
La polizia ha inoltre avviato verifiche sui messaggi circolati sui social network e attraverso altri canali di comunicazione online. Gli investigatori hanno individuato diversi gruppi e canali nei quali sarebbero stati diffusi contenuti di possibile rilevanza penale, comprese istigazioni ad atti estremi o terroristici e minacce dirette alla vita degli agenti della Polizia di Stato.
Nel suo intervento, Ziu ha infine contestato la diffusione di notizie false e tendenziose, avvertendo che tali contenuti possono alimentare le tensioni e compromettere la fiducia dei cittadini nelle istituzioni.
Le indagini proseguono per chiarire le responsabilità individuali e ricostruire nel dettaglio gli episodi avvenuti durante le manifestazioni.



