Si ricorda il celebre scrittore e albanologo Martin Camaj

Il 12 marzo 1992 morì a Monaco di Baviera Martin Camaj. Martin Camaj è considerato l’autore postmodernista più importante della letteratura albanese, nonché studioso e linguista di fama, che trascorse tutta la sua vita in emigrazione. Ha diretto la cattedra di Albanologia a Monaco.
Nato il 21 luglio 1925 a Temal, nella regione di Mbishkodra, frequentò a Scutari la scuola dei gesuiti italiani Collegium Xaverianum. Dopo gli studi lavorò come insegnante nei villaggi montani. Partecipò alla resistenza contro i partigiani comunisti e fu costretto a vivere in clandestinità, fino a quando riuscì a fuggire nella vicina Jugoslavia.
Dal 1949 al 1955 studiò slavistica, romanistica e albanologia a Belgrado, dove iniziò il suo dottorato su Gjon Buzuku. Con l’aiuto di ex insegnanti italiani si trasferì a Roma nel 1956, completando la tesi nel 1960. Dal 1961 insegnò albanologia all’Università di Monaco; dal 1971 al 1990 fu titolare della cattedra di albanologia, da lui stesso fondata.
Camaj scrisse poesie, prose e studi scientifici sulla lingua albanese e sulla dialettologia. I suoi primi due volumi poetici furono pubblicati a Belgrado. La sua produzione letteraria comprende nove raccolte poetiche, tre romanzi e un volume di novelle. Le sue poesie furono tradotte in italiano, inglese e tedesco.
Post mortem, gli fu conferito il più alto riconoscimento letterario della Repubblica d’Albania, la “Pena d’Oro”.




