93% in più di entrate dai siti del patrimonio culturale

L’Istituto Nazionale per i Beni Culturali ha pubblicato una serie di dati comparativi relativi ai primi 9 mesi del 2024, 2025 e 2026.
Le cifre offrono un quadro dell’espansione dell’attività dell’Istituto Nazionale per i Beni Culturali in diverse direzioni principali: aumento delle entrate, incremento degli investimenti, intensificazione dei progetti di conservazione e ricerca, nonché rafforzamento del monitoraggio archeologico e del quadro normativo.
Uno degli indicatori più significativi è l’aumento del 93% delle entrate rispetto al 2025. Parallelamente, gli investimenti nel patrimonio culturale registrano un incremento del 400%. Un altro ambito in cui si osserva una crescita significativa è quello dei progetti di conservazione, restauro e ricerca archeologica. Secondo i dati, il numero di progetti è aumentato del 282% rispetto al 2024, mentre l’incremento registrato rispetto al 2025 è del 133%. Queste cifre riflettono un’intensificazione degli interventi su monumenti e siti archeologici, tra cui conservazione, restauro, ricognizioni, scavi e osservazioni archeologiche.
Di conseguenza, nei primi 9 mesi del 2026 sono stati individuati 21 nuovi siti archeologici, con un’estensione territoriale a Scutari, Lezha, Lushnje, Fier, Korçë, Ersekë, Pogradec, Divjakë, Saranda, ecc. Allo stesso tempo, i dati mostrano un aumento significativo del monitoraggio archeologico, pari al 279% rispetto al 2025. A sostegno di questo processo, è stato ampliato anche il quadro normativo. Il numero di regolamenti approvati ha raggiunto quota 8 nel 2026, mentre l’Istituto evidenzia anche gli atti e gli accordi per il monitoraggio archeologico, che sono aumentati del 32% rispetto al 2025, e del 164% rispetto al 2024.



