Albania e Balcani verso un quadro comune per la tutela della natura

La cooperazione transfrontaliera, la conservazione della biodiversità e l’allineamento agli standard dell’Unione europea sono al centro degli sforzi per una strategia condivisa di tutela della natura nei Balcani occidentali. L’Albania è impegnata in iniziative che puntano a rafforzare le aree protette, ripristinare gli ecosistemi e promuovere una gestione sostenibile del patrimonio naturale.
La tutela della natura assume sempre più una dimensione regionale, poiché gli ecosistemi, gli habitat e le specie a rischio non conoscono confini nazionali. In questo contesto, l’Albania e gli altri Paesi dei Balcani occidentali puntano a rafforzare la cooperazione attraverso politiche coordinate, lo scambio di dati e strumenti comuni per la conservazione della biodiversità.
Uno dei principali strumenti di questo processo è l’Agenda verde per i Balcani occidentali, che individua nella protezione della natura e della biodiversità una delle priorità per lo sviluppo sostenibile della regione. Nel maggio 2026, Tirana ha ospitato la 15ª riunione della Task Force per la biodiversità nei Balcani occidentali, durante la quale rappresentanti delle istituzioni, organizzazioni internazionali ed esperti hanno discusso del coordinamento delle politiche, del ripristino degli habitat e del finanziamento dei progetti per la tutela della natura.
Una strategia comune verso il 2030
A livello regionale, il Consiglio per la cooperazione regionale (RCC) e l’Unione internazionale per la conservazione della natura (IUCN) stanno lavorando al Piano strategico per la biodiversità dei sei Paesi dei Balcani occidentali, con orizzonte al 2030. Il documento mira a definire un quadro comune per la conservazione e il ripristino della biodiversità, adattando gli obiettivi internazionali e quelli dell’Unione europea alle esigenze della regione.
Il piano si articola in cinque direttrici principali: ampliare e gestire efficacemente le aree protette, ripristinare gli ecosistemi degradati, prevenire la perdita di specie, integrare la biodiversità nei diversi settori economici e rafforzare la governance, le conoscenze e i finanziamenti.
L’obiettivo è fare in modo che la tutela della natura non si limiti alla designazione di parchi e aree protette, ma comprenda anche i collegamenti ecologici tra questi territori, il monitoraggio continuo e interventi concreti per recuperare gli habitat.
Albania, dalla protezione delle aree alla gestione efficace
In Albania, una delle principali iniziative in questo ambito è il programma EU4Nature, finanziato dall’Unione europea e dalla Svezia e realizzato in collaborazione dall’UNDP, il Programma delle Nazioni Unite per lo sviluppo, e dall’Agenzia italiana per la cooperazione allo sviluppo (AICS).
Il programma punta a contribuire, entro il 2030, alla protezione e conservazione di almeno il 25% del territorio albanese, tra terra e mare, attraverso l’istituzione e la gestione efficace delle aree protette, comprese quelle della futura rete europea Natura 2000.
Le attività comprendono il miglioramento del quadro normativo, la mappatura degli habitat e delle specie, il rafforzamento delle capacità istituzionali e l’attuazione di interventi di ripristino. Tra le aree pilota figurano il Parco nazionale del fiume Vjosa, Shebenik, Lura–Mali i Dejës, Bredhi i Hotovës-Dangëlli e altri territori di rilevanza ecologica.
Un esempio concreto riguarda il ripristino degli habitat lungo il fiume Vjosa, dove, secondo l’UNDP, sono in corso interventi per recuperare tre ettari di superfici degradate e sono state piantate 7.500 piante autoctone. L’iniziativa mira a favorire la biodiversità, limitare l’erosione e aumentare la resilienza dell’ecosistema ai cambiamenti climatici.
Le aree protette, un ponte di cooperazione tra Paesi
La cooperazione regionale si concretizza anche attraverso progetti che coinvolgono Albania, Montenegro e Macedonia del Nord. Un progetto dedicato alla gestione transfrontaliera delle aree protette, con durata prevista fino a ottobre 2027, si concentra su due aree pilota: Jabllanicë-Shebenik, tra Albania e Macedonia del Nord, e Prokletije-Alpi albanesi, tra Albania e Montenegro.
L’iniziativa punta a rafforzare le capacità delle autorità locali e nazionali, armonizzare le pratiche di gestione e migliorare la protezione degli habitat in linea con la Convenzione di Berna e con la prospettiva della rete Natura 2000.
Questi meccanismi mirano a consentire alla fauna selvatica di spostarsi tra habitat collegati e, allo stesso tempo, a favorire la collaborazione tra le istituzioni nel monitoraggio delle specie, nella prevenzione delle minacce e nello scambio di informazioni.
La sfida resta l’attuazione sul territorio
Nonostante le iniziative e gli impegni assunti, la conservazione della biodiversità deve fare i conti con diverse criticità, tra cui il degrado e la frammentazione degli habitat, la pressione esercitata dallo sviluppo urbano e turistico, lo sfruttamento delle risorse naturali e gli effetti dei cambiamenti climatici.
Per l’Albania, l’allineamento alla legislazione europea in materia di tutela della natura rappresenta inoltre una componente del percorso di integrazione nell’Unione europea, in particolare nell’ambito del Capitolo 27, dedicato all’ambiente e ai cambiamenti climatici. I progressi richiedono non soltanto l’approvazione delle norme, ma anche la loro effettiva applicazione, finanziamenti stabili, monitoraggio e trasparenza nei processi decisionali.
In questo quadro, un approccio regionale condiviso può contribuire a coordinare le politiche e a creare strumenti più efficaci per salvaguardare il patrimonio naturale.
La sfida per l’Albania e per l’intera regione è trasformare gli impegni per la tutela della natura in risultati concreti: ecosistemi ripristinati, aree protette gestite meglio e uno sviluppo economico capace di valorizzare il territorio senza compromettere il patrimonio naturale.




