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Il presidente albanese Begaj a Dibër per la 32ª edizione del festival “Oda Dibrane”

Il presidente della Repubblica d’Albania, Bajram Begaj, ha trascorso il fine settimana a Dibër, dove ha partecipato alla cerimonia conclusiva della 32ª edizione del festival “Oda Dibrane”, dedicato alla tradizione e al patrimonio culturale albanese.

Nel corso della visita, Begaj è stato ricevuto dal sindaco di Dibër, Rahim Spahiu, con il quale ha discusso dei progetti e delle sfide legati allo sviluppo locale, alla valorizzazione del patrimonio e alle potenzialità turistiche della zona.

Nel suo intervento alla chiusura del festival, il capo dello Stato ha sottolineato il ruolo della manifestazione nel rafforzare i legami tra gli albanesi che vivono nei diversi territori e nelle comunità della diaspora.

«Due città, due Stati, una sola Dibër. Una cultura che i confini non possono dividere», ha dichiarato Begaj, definendo questa capacità di unire le comunità una delle conquiste più significative di “Oda Dibrane”. Il festival, ha aggiunto, mette in relazione gli albanesi di Albania, Kosovo, Macedonia del Nord, Montenegro, Valle di Preševo, le comunità arbëreshë e la diaspora in tutto il mondo.

Il presidente si è soffermato anche sul significato della oda, lo spazio tradizionale della cultura albanese in cui si tramandano la saggezza popolare, i costumi, i canti e i valori della parola data e dell’ospitalità. In questo senso, ha definito “Oda Dibrane” una grande oda della cultura albanese.

Begaj ha richiamato l’attenzione sulla necessità di trasmettere il patrimonio culturale alle nuove generazioni, sottolineando che il folklore non può essere relegato a un museo da aprire soltanto in occasione delle festività.

«Una tradizione vive soltanto quando viene cantata, danzata, raccontata, imparata e tramandata», ha affermato, evidenziando come la scomparsa di un canto, di una danza, di una parola o di un’antica abilità possa interrompere il filo della memoria collettiva.

Un ruolo importante in questo processo, ha osservato, è svolto anche dalla diaspora, per la quale la lingua, i canti, le danze e le tradizioni rappresentano un legame vivo con la terra d’origine.

In conclusione, il capo dello Stato ha espresso gratitudine agli organizzatori, agli artisti, agli studiosi, alle istituzioni e al pubblico che hanno sostenuto il festival nel corso dei suoi 32 anni di attività, auspicando che “Oda Dibrane” continui a essere un punto di riferimento per la cultura albanese e un luogo in cui la tradizione possa incontrare il futuro.

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