Rama a Reuters: «Non mi dimetterò per le proteste, il governo cambia con le elezioni»

Il premier albanese Edi Rama ha escluso le dimissioni in seguito alle proteste guidate dagli studenti, entrate nel terzo giorno consecutivo e segnate da scontri con la polizia nella capitale Tirana. In un’intervista scritta all’agenzia britannica Reuters, il capo del governo ha ribadito che un cambio di esecutivo deve avvenire attraverso le elezioni democratiche, respingendo le richieste di lasciare l’incarico.
La polizia ha utilizzato gli idranti e gas lacrimogeni per disperdere i manifestanti, alcuni dei quali hanno infranto finestre e danneggiato proprietà nella capitale. Le tensioni hanno spinto il Parlamento ad annullare la seduta prevista.
«Per quanto riguarda le richieste di dimissioni, i governi cambiano attraverso elezioni democratiche. Abbiamo votato lo scorso anno, non siamo nel mezzo di una rivoluzione», ha dichiarato Rama nelle risposte scritte inviate a Reuters.
Il premier ha affermato di essere pronto ad ascoltare le rivendicazioni e ad affrontare le preoccupazioni legittime degli studenti, sottolineando al tempo stesso la necessità di mantenere il Paese sulla strada del progresso e dell’integrazione europea.
Rama si è detto disponibile a discutere dell’aumento dei costi dell’istruzione, ma ha condannato gli episodi di violenza.
«Attaccare le istituzioni, distruggere la proprietà pubblica e mettere in pericolo la sicurezza pubblica non ha nulla a che vedere con le legittime richieste degli studenti», ha affermato.
Le proteste rappresentano una delle sfide più significative per il premier dall’inizio del suo quarto mandato. Le tensioni si inseriscono in un contesto di crescente malcontento, dopo mesi di manifestazioni prevalentemente pacifiche contro il progetto di costruzione di un resort di lusso sulla costa meridionale albanese, sostenuto da Jared Kushner, genero del presidente statunitense Donald Trump. L’iniziativa è stata oggetto di contestazioni e di procedimenti legali.
Rispondendo alle accuse di corruzione, Rama ha sostenuto che il governo sta affrontando il problema con un impegno senza precedenti, richiamando anche le recenti valutazioni dell’Unione europea. Il premier ha inoltre ipotizzato che alcune forze, sia interne sia esterne al Paese, possano non volere il successo dell’Albania nel percorso di adesione all’UE.
«Non permetterò che la violenza ostacoli il futuro europeo dell’Albania», ha dichiarato.
Tirana punta a concludere il percorso di adesione all’Unione europea entro il 2028. Insieme al Montenegro, il Paese è tra i candidati più avanzati del processo di integrazione nei Balcani occidentali, mentre il governo considera l’apertura e la chiusura dei capitoli negoziali una delle principali priorità politiche.
Gli studenti protestano contro l’aumento dei costi dell’istruzione e la corruzione, chiedendo anche le dimissioni del premier, che lo scorso anno ha ottenuto un quarto mandato alla guida del Paese.




