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Nilo Catalano, il vescovo siciliano che insegnò l’albanese ad Himara e difese la cultura arbëreshë

Un filo indissolubile lega la Sicilia all’Albania, fatto di storia, fede e salvaguardia linguistica. Una delle figure più affascinanti di questo ponte culturale è senza dubbio Nilo Catalano (1637-1694), un religioso e lessicografo originario del messinese che dedicò la sua vita allo studio, all’insegnamento e alla conservazione della lingua albanese.
Nominato Arcivescovo di Durazzo e Vicario Apostolico di Himara nel 1693, Catalano non fu un semplice presule, ma un vero e proprio pioniere della linguistica e della formazione culturale tra l’Italia e la sponda orientale dell’Adriatico.

Dalla Sicilia all’Albania: la missione di Himara

Le radici dell’impegno di Catalano affondano nell’epoca successiva alla celebre battaglia di Lepanto (1571), quando la Santa Sede promosse l’apertura della prima missione dei monaci basiliani ad Himara, lungo la frastagliata costa meridionale dell’Albania.
La missione basiliana giocò un ruolo fondamentale non solo sul piano spirituale, ma anche su quello educativo:
  • 1628: Fondazione della prima scuola della regione ad Himara.
  • 1628-1643: Espansione dell’attività scolastica nei vicini villaggi di Dhërmi e Palasë.
In questo contesto di fermento culturale, Nilo Catalano si distinse per la sua dedizione all’insegnamento. A Mezzojuso, storica comunità arbëreshë in Sicilia, insegnò la lingua madre ai discendenti degli esuli albanesi. Successivamente, trasferitosi sul campo in Albania, utilizzò la sua Grammatica albanese per istruire oltre 80 studenti nella scuola del villaggio di Dhërmi.

Il “Vocabolario”: un tesoro di lingua e folklore

L’eredità più preziosa lasciata da Nilo Catalano è rappresentata dal manoscritto del suo Vocabolario albanese-italiano ed italiano-albanese.
L’opera non si limitava a essere un semplice strumento lessicale:
  • Note grammaticali: Corredata da preziose annotazioni sulle regole della lingua albanese, fondamentali per la didattica dell’epoca.
  • Canti popolari: Il testo originale racchiudeva una straordinaria raccolta di canti popolari arbëreshë scritti in alfabeto greco.
  • La canzone di Pal Golemi: Tra le trascrizioni figurava anche la celebre composizione dedicata all’eroe e condottiero Pal Golemi, importante testimonianza della tradizione orale.

La memoria a Dhërmi

La vita di Nilo Catalano si spense nel 1694, ad appena un anno dalla sua nomina ad arcivescovo di Durazzo. Le sue spoglie riposano ancora oggi nel sud dell’Albania, sepolte presso la chiesa di Shën Thanas (San Atanasio) a Dhërmi.
La sua figura rimane un punto di riferimento storico sia per le comunità arbëreshë d’Italia sia per la storia della linguistica albanese, dimostrando come la passione per la conoscenza e l’istruzione possa superare ogni confine geografico e culturale.

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