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Albania, donne più presenti nell’istruzione ma ancora indietro nel lavoro e nella rappresentanza economica

La popolazione residente in Albania continua a ridursi e, parallelamente, emergono differenze significative tra uomini e donne nei settori dell’istruzione, del lavoro, della salute e della partecipazione ai processi decisionali. È quanto emerge dall’ultima pubblicazione statistica “Donne e Uomini in Albania 2026”, che fotografa le principali dinamiche demografiche, sociali ed economiche del Paese.

Popolazione in calo e natalità in diminuzione

Alla fine del 2025 la popolazione residente in Albania era pari a 2.335.930 persone. Le donne rappresentavano il 50,6% della popolazione, contro il 49,4% degli uomini.

Rispetto all’anno precedente, la popolazione è diminuita dell’1,3% tra gli uomini e dell’1,0% tra le donne, confermando la tendenza demografica negativa.

Nel 2025 sono state registrate 22.541 nascite, 769 in meno rispetto al 2024. Il rapporto tra i sessi alla nascita è stato di 108 maschi ogni 100 femmine.

Sul fronte sanitario, le malattie del sistema circolatorio continuano a rappresentare la principale causa di morte, con il 54,5% dei decessi tra le donne e il 51,6% tra gli uomini.

Nel campo della salute riproduttiva sono stati registrati 4.277 aborti. La fascia d’età compresa tra i 20 e i 34 anni rappresenta il 56,8% del totale.

Le donne dominano tra i laureati

Uno dei dati più evidenti riguarda l’istruzione superiore. Nell’anno accademico 2024-2025, su 28.939 studenti diplomati, il 65,3% era costituito da donne.

Le scelte formative mostrano però una marcata differenziazione per genere. Le studentesse risultano maggiormente presenti nei settori della salute e del benessere e nelle scienze sociali. Gli studenti uomini sono invece più concentrati nell’area di ingegneria, produzione e costruzioni, che rappresenta il 25,1%, e nelle tecnologie dell’informazione, con il 14%.

Anche il personale docente è composto prevalentemente da donne. Nel sistema di istruzione di base rappresentano il 79,6% del personale, mentre nell’istruzione secondaria arrivano al 71,7%.

Nell’università la presenza femminile rimane elevata tra il personale con titolo di dottore di ricerca, dove raggiunge il 60,5%, ma scende al 35,8% tra i professori.

Occupazione: il divario resta significativo

Il mercato del lavoro continua a evidenziare una differenza importante nei livelli di occupazione. Nel 2025 il tasso di occupazione nella fascia 15-64 anni è stato del 76,0% per gli uomini, contro il 62,7% per le donne.

La agricoltura continua a rappresentare il principale settore di occupazione femminile, assorbendo il 38,4% della forza lavoro delle donne.

Un dato positivo riguarda il divario retributivo di genere, sceso al 4,6%, rispetto al 4,9% del 2024. La differenza media nelle retribuzioni si è quindi ridotta, anche se persistono forti differenze nella partecipazione al mercato del lavoro.

Le donne risultano inoltre maggiormente coinvolte nel lavoro non retribuito nelle imprese familiari, che riguarda il 25,0% della componente femminile. Tra le persone inattive per motivi legati alle responsabilità domestiche, la quota è del 15,1% tra le donne, contro appena lo 0,7% tra gli uomini.

Violenza domestica, le donne restano le principali vittime

Anche i dati sulla violenza evidenziano una forte differenza di genere. Nel 2025 sono stati registrati 1.507 casi di violenza domestica con vittime donne.

La quota maggiore dei casi è stata registrata a Tirana, con il 43,3%, seguita da Durazzo e Fier.

Nel sistema della giustizia penale, le donne rappresentano invece il 6,7% degli autori sospettati di reati. Per quanto riguarda gli omicidi intenzionali, il rapporto segnala che il 20% è avvenuto nell’ambito di relazioni familiari.

Donne nella politica e nel mondo economico

La presenza femminile nelle istituzioni e nei vertici economici è cresciuta, ma rimane inferiore a quella maschile.

Nel Parlamento albanese le donne rappresentano il 35,0% dei deputati, pari a 49 parlamentari su 140.

Nel corpo diplomatico, le donne occupano il 37,5% degli incarichi di ambasciatore.

Nel settore privato, invece, il 31,6% delle imprese attive ha una donna come proprietaria o amministratrice. La presenza femminile è particolarmente concentrata nel settore dei servizi.

Povertà, rischio maggiore per le donne

Le differenze emergono anche sul piano sociale. Nel 2025 il rischio di povertà o di esclusione sociale, misurato attraverso l’indicatore AROPE, ha raggiunto il 41,5% tra le donne, contro il 39,4% tra gli uomini.

Il quadro complessivo restituisce quindi una realtà caratterizzata da progressi importanti nell’istruzione, nella presenza professionale e nella rappresentanza pubblica, ma anche da persistenti differenze nell’accesso al lavoro, nella distribuzione del lavoro domestico, nella partecipazione economica e nel rischio di povertà.

I dati mostrano inoltre come il calo demografico e la riduzione delle nascite rappresentino una delle principali dinamiche strutturali dell’Albania, con conseguenze destinate a interessare nei prossimi anni il mercato del lavoro, il sistema previdenziale e i servizi sociali.

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