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Il Fondo Monetario Internazionale: La crescita economica dell’Albania stimata al 3,5%

Il Fondo Monetario Internazionale (FMI) ha rivisto al rialzo le previsioni di crescita economica dell’Albania per il 2026, portandole dal 3,4% al 3,5%, prevedendo al contempo una diminuzione dell’inflazione e un miglioramento del saldo delle partite correnti.

Secondo il rapporto “World Economic Outlook”, pubblicato oggi, si prevede che l’economia albanese manterrà un tasso di crescita del 3,5% quest’anno, mentre per il 2027 la previsione rimane al 3,2%.

Rispetto alla valutazione di aprile, il Fondo Monetario Internazionale ha ridotto di 0,2 punti percentuali la previsione di inflazione media in Albania per il 2026, portandola al 3,2% dal 3,4%. Per il 2027, l’inflazione è prevista al 3,2%, rispetto al 3,1% precedentemente stimato.

Si registra un miglioramento anche nelle previsioni relative al saldo delle partite correnti, che riflette le relazioni economiche del Paese con l’estero. Si prevede che il deficit si attesti al 2,1% del Prodotto Interno Lordo (PIL) nel 2026, in calo rispetto al 2,8% della stima precedente. Per il 2027, il FMI prevede un deficit del 2,5% del PIL, contro il 3,4% previsto ad aprile.

Nel frattempo, si prevede che il tasso di disoccupazione in Albania rimanga all’8,7% sia nel 2026 che nel 2027.

A livello globale, il Fondo Monetario Internazionale prevede una crescita economica del 3,1% nel 2026 e del 3,4% nel 2027. Secondo il rapporto, l’economia mondiale ha mostrato resilienza di fronte alle tensioni geopolitiche e commerciali, nonché all’aumento dei prezzi dell’energia, sostenuta dall’attività economica e dagli investimenti in tecnologia.

Tuttavia, l’istituzione stima che le prospettive globali continuino a essere soggette a rischi, tra cui conflitti, fluttuazioni dei prezzi delle materie prime e incertezze nei mercati finanziari.

Si prevede che l’inflazione globale raggiungerà il 4,7% nel 2026 per poi scendere al 4,1% nel 2027. Il Fondo Monetario Internazionale avverte che nuovi shock sui mercati energetici potrebbero aggravare le pressioni sui prezzi, mentre la concentrazione degli investimenti in un numero limitato di imprese ed economie potrebbe aumentare i rischi per i mercati.

In questo contesto, il Fondo Monetario Internazionale sottolinea l’importanza di mantenere la stabilità dei prezzi, rafforzare le riserve fiscali e attuare riforme strutturali per resistere meglio a potenziali shock economici.

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