Albania nell’Ue, Rama: «Puntiamo a concludere i negoziati entro la fine del 2027»

Il premier albanese conferma l’impegno a rispettare il calendario concordato con la Commissione europea. L’adesione definitiva dipenderà tuttavia dall’accordo politico dei 27 Stati membri.
L’Albania sta lavorando intensamente per concludere i negoziati di adesione all’Unione europea entro la fine del 2027, in linea con il calendario concordato con la Commissione europea. Lo ha dichiarato il primo ministro Edi Rama, intervenendo all’EuroNews Enlargement Summit, durante un’intervista con la giornalista Maria Tadeo dedicata al percorso europeo del Paese e alle sfide future.
Il capo del governo ha ribadito che Tirana sta portando avanti il lavoro previsto attraverso un piano condiviso e pienamente sostenuto dalla Commissione europea. Ha tuttavia invitato a distinguere tra il rispetto delle scadenze tecniche e il successivo processo politico che porterà all’adesione effettiva.
«Stiamo lavorando molto intensamente, sulla base di un piano comune, pienamente sostenuto dalla Commissione europea, per concludere i negoziati alla fine del 2027», ha affermato Rama.
Le scadenze e il ruolo dei 27 Stati membri
Nel suo intervento, il premier ha osservato che, nei rapporti tra l’Albania e l’Unione europea, le tempistiche non sempre rappresentano un elemento prevedibile. Richiamando la propria esperienza politica, ha ricordato che in passato alcune scadenze europee non sono state rispettate, mentre in altre circostanze i risultati sono arrivati anche prima del previsto.
Secondo Rama, se il processo continuerà con il ritmo attuale, l’Albania potrà completare i negoziati secondo il calendario stabilito, dimostrando di aver assolto i propri compiti.
La conclusione dei negoziati, tuttavia, non coinciderà automaticamente con l’ingresso nell’Unione. La decisione finale richiederà infatti il consenso politico di tutti i 27 Stati membri.
«Quando si arriva alla parte politica, cioè ai 27 Paesi che devono essere d’accordo, è come ho già detto in passato: ci sono 27 medici che devono trovare un accordo su un paziente», ha commentato il primo ministro, sottolineando la complessità della fase che seguirà il completamento del percorso negoziale.
Le criticità del Paese e le riforme ancora necessarie
Interpellato sulle osservazioni contenute nell’ultimo rapporto della Commissione europea sui progressi dell’Albania, Rama ha riconosciuto che il Paese presenta ancora diverse criticità da affrontare.
Il premier ha sottolineato che l’Albania non è ancora pronta a diventare membro a pieno titolo dell’Unione europea e che proprio per questo si trova nella fase dei negoziati e dell’adempimento delle condizioni richieste per l’adesione.
«Se non avessimo problemi, saremmo come la Svizzera e potremmo dire: quest’anno veniamo noi da voi, oppure venite voi da noi. Ma siamo in una fase in cui non siamo ancora pronti per essere membri a pieno titolo dell’Ue», ha dichiarato.
Rama ha comunque definito il processo di integrazione europea uno degli strumenti più efficaci e trasformativi per il Paese, evidenziando che le riforme devono essere portate avanti non soltanto per soddisfare le richieste di Bruxelles, ma soprattutto nell’interesse delle future generazioni.
«Abbiamo dei problemi e stiamo lavorando per risolverli», ha aggiunto.
L’Unione europea come punto di riferimento per Tirana
Nel corso dell’intervista, il capo del governo albanese ha infine ribadito il valore strategico della vicinanza dell’Unione europea, definendola una bussola, un orizzonte e una fonte di esperienza e conoscenze per raggiungere gli standard europei.
Secondo Rama, la prospettiva dell’adesione rappresenta un’opportunità fondamentale per trasformare le istituzioni, rafforzare il funzionamento dello Stato e avvicinare il Paese ai livelli di sviluppo e governance dell’Unione.
Il premier ha quindi sottolineato che non tutti i Paesi, considerando anche la propria storia e il proprio percorso politico, dispongono della stessa opportunità di avere l’Unione europea così vicina e di poter beneficiare della sua esperienza.
L’obiettivo di Tirana resta dunque quello di completare il lavoro tecnico e istituzionale entro il 2027, nella consapevolezza che il passaggio definitivo all’interno dell’Unione dipenderà anche dalla volontà politica dei Paesi membri.



