Allargamento dell’UE e percorso dell’Albania verso l’adesione

Il percorso dell’Albania verso l’adesione all’Unione europea, le riforme necessarie, il ruolo della diplomazia parlamentare e il sostegno dei cittadini europei all’allargamento sono stati al centro della Conferenza interparlamentare “Agenda strategica per l’allargamento dell’UE e l’adesione dell’Albania”.
Alla conferenza hanno partecipato rappresentanti delle istituzioni albanesi, del Parlamento europeo e della diplomazia dell’UE. Il confronto si è concentrato sulla nuova fase del processo di integrazione dell’Albania e sulle responsabilità condivise tra Tirana e le istituzioni europee. Il messaggio principale emerso è che l’Albania deve continuare ad attuare concretamente le riforme, mentre l’UE deve accompagnare i progressi dei Paesi candidati con passi concreti nel percorso di adesione.
Peleshi: più coinvolgimento dei cittadini europei
Il Presidente del Parlamento albanese Niko Peleshi ha sottolineato l’importanza della diplomazia parlamentare e del rapporto diretto con i cittadini degli Stati membri. Secondo Peleshi, il processo di allargamento non può rimanere limitato alle istituzioni politiche, ma deve essere spiegato e sostenuto anche dalle comunità europee.
Peleshi ha ricordato le numerose iniziative europee svolte recentemente dal Parlamento albanese, tra cui il Forum presso il Parlamento europeo, la 22ª riunione del Comitato parlamentare di stabilizzazione e associazione e gli incontri con gli ambasciatori dei Paesi dei Balcani occidentali. Lui ha inoltre evidenziato il sostegno già ricevuto dall’Albania, sottolineando però la necessità di rafforzare ulteriormente il consenso pubblico all’allargamento negli Stati membri.
McAllister: responsabilità condivisa tra Albania e UE
Il Presidente della Commissione per gli Affari esteri del Parlamento europeo, David McAllister, ha evidenziato che il processo di adesione richiede impegno da entrambe le parti. I Paesi candidati devono continuare le riforme, mentre l’UE deve riconoscere i risultati raggiunti e far avanzare i negoziati quando le condizioni vengono soddisfatte.
McAllister ha collegato l’allargamento ai temi della sicurezza, della stabilità e della prosperità europea, richiamando anche le conseguenze della guerra in Ucraina. Per quanto riguarda l’Albania, ha accolto con favore l’apertura di tutti i cluster negoziali, considerandola il risultato di un importante lavoro, ma ha indicato come priorità ancora aperte il rafforzamento dell’indipendenza della magistratura, la lotta alla corruzione e il buon funzionamento delle istituzioni pubbliche.
Rama: i Balcani occidentali devono essere coinvolti
Il Primo ministro Edi Rama ha posto l’accento sulla dimensione politica dell’allargamento e sul rapporto tra l’UE e i Balcani occidentali. Lui ha chiesto che la regione non venga nuovamente lasciata ai margini del progetto europeo, sottolineando che l’integrazione dei Balcani rappresenta una questione importante anche per il futuro dell’Europa.
Rama ha inoltre sostenuto la necessità di coinvolgere i Paesi dei Balcani occidentali nelle discussioni sulle principali sfide europee, come sicurezza, pandemia e migrazione, e non soltanto nei momenti di emergenza. Parlando dell’Albania, ha evidenziato i cambiamenti avvenuti nell’ultimo decennio e il crescente ottimismo dei cittadini sulle possibilità di sviluppo del Paese, definendolo una “rivoluzione delle aspettative”.
Il Primo ministro ha infine richiamato le difficoltà del dibattito democratico contemporaneo, citando la diffusione di informazioni inesatte e teorie del complotto come elementi che contribuiscono alla confusione nello spazio pubblico.
Moreira de Sousa: dalle riforme alle applicazioni concrete
L’Ambasciatrice dell’Unione europea in Albania, Sofia Moreira de Sousa, ha descritto l’allargamento come un processo politico e trasformativo che non riguarda soltanto i negoziati tra governi, ma anche le istituzioni e le società.
Secondo l’Ambasciatrice, l’Albania è entrata in una nuova fase del percorso di adesione, con l’apertura di tutti e sei i cluster negoziali e la chiusura provvisoria di tre. Ha evidenziato i progressi compiuti nella riforma della giustizia, nel processo di vetting e nel rafforzamento delle istituzioni giudiziarie indipendenti, oltre agli sviluppi nel campo dei diritti umani, della non discriminazione e della protezione dei dati.
Moreira de Sousa ha richiamato anche il ruolo del Piano di crescita dell’UE, che sostiene investimenti, imprese, innovazione e connettività in Albania. Ha però sottolineato che, con l’avvicinarsi dell’adesione, diventa sempre più importante trasformare le leggi approvate in risultati concreti. L’attuazione delle riforme, insieme all’indipendenza delle istituzioni e al rafforzamento dello Stato di diritto, rappresenta quindi una delle principali sfide della nuova fase.
Una nuova fase per l’Albania e per l’allargamento europeo
La Conferenza interparlamentare ha collocato il percorso europeo dell’Albania in un contesto più ampio, nel quale le riforme interne si intrecciano con il sostegno politico dell’UE e con il consenso dei cittadini europei all’allargamento.
Da una parte, i rappresentanti europei hanno sottolineato la necessità di riforme durature, istituzioni indipendenti, rafforzamento della magistratura e risultati concreti nella lotta alla corruzione. Dall’altra, i rappresentanti albanesi hanno chiesto che i progressi dei Paesi candidati siano accompagnati da passi concreti dell’Unione e da un maggiore impegno politico verso i Balcani occidentali.
Il messaggio conclusivo della conferenza è quindi che l’adesione all’UE non dipende soltanto dai negoziati, ma anche dall’effettiva applicazione delle riforme, dalla fiducia nelle istituzioni e dal sostegno delle società europee. Per l’Albania la priorità resta trasformare i progressi realizzati in risultati duraturi; per l’UE, la sfida consiste nel tradurre i progressi dei Paesi candidati in ulteriori passi concreti verso l’adesione.



