Durazzo, sulla mappa dell’arte contemporanea

La Biennale Internazionale di Arte Contemporanea di Durazzo è tornata con la sua seconda edizione. Al centro di questa edizione c’è il tema “Periferia: Transizioni Visive”, attraverso il quale lo sguardo si sposta verso spazi, storie e realtà che spesso rimangono nell’ombra. 34 padiglioni nazionali e 45 artisti provenienti da diversi paesi del mondo hanno portato a Durazzo diverse prospettive su periferia, memoria, identità e vita urbana:
“Tutti gli artisti dei 34 paesi partecipanti hanno interpretato le proprie periferie, trasformandole in ponti di scambio culturale, sociale e politico tra l’Albania e i loro paesi”, ha affermato Oltsen Gripshi, Direttore Artistico della Biennale.
“Questa Biennale vanta una partecipazione molto ampia. Sono presenti artisti provenienti da 34 paesi, molti dei quali africani, asiatici e neozelandesi, il che le conferisce una dimensione internazionale che proietta Durazzo nel mondo. Il motto “Periferia” simboleggia lo sviluppo di quei paesi che un tempo erano considerati “periferici”, mentre oggi sono luoghi di grande rilievo, così come esistono luoghi che un tempo erano molto importanti e oggi possono essere considerati “periferici”. È la prova che il mondo è in costante cambiamento, proprio come accade per l’arte. Per questo motivo, la Biennale si rinnova ogni due anni, con nuovi artisti e opere d’arte contemporanea, a testimonianza di questo cambiamento e di questo sviluppo”, ha affermato Massimo Scarinella, curatore della Biennale.
Per il secondo anno consecutivo, la Biennale è finanziata dal Comune di Durazzo.
“Questa è un’opportunità straordinaria per lo sviluppo della città, ma anche per i valori che questi artisti apportano. Ciò che considero particolare è che tutte le opere d’arte saranno distribuite in tutta la città”, ha dichiarato Emiriana Sako, sindaco di Durazzo.
Quest’anno, un numero maggiore di istituzioni si è unito al percorso della Biennale, tra cui: la Galleria d’Arte Visiva “Nikolet Vasia”, il Museo Archeologico Nazionale, il Museo Etnografico e la Casa Museo “Aleksandër Moisiu”. Questa combinazione di arte contemporanea con il patrimonio storico, archeologico, etnografico e culturale della città crea un dialogo speciale tra passato e presente, trasformando la città stessa in parte attiva dell’esperienza della Biennale.



