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Injac Zamputi, storico, ricercatore, critico e diplomatico albanese

L’Istituto di Storia ha commemorato oggi uno dei più eminenti storici latinisti, Injac Zamputi.

Nato il 12 febbraio 1910 a Scutari, con la sua fine critica sull’arte e la letteratura, Zamputi riuscì a collocarsi accanto alle figure più rilevanti del panorama culturale del secolo scorso.

Frequentò il Collegio Saveriano dei Gesuiti e proseguì gli studi universitari a Trieste, dove la sua tesi di laurea ebbe come tema gli insediamenti veneziani nell’Adriatico. Negli anni ’30 lavorò come insegnante di letteratura al Collegio Saveriano di Scutari e collaborò con le riviste “Hylli i Dritës” e “Leka”. Si dedicò anche alla creazione letteraria.

Dopo la liberazione del Paese, insegnò letteratura al liceo di Argirocastro. Con la fondazione dell’Istituto delle Scienze a Tirana, fu chiamato a proseguire il suo lavoro scientifico, iniziato insieme a padre Zef Valentini subito dopo la laurea a Trieste in scienze politiche, con la tesi storica “Il 700 veneziano e l’Albania”. Fu nominato ricercatore nel settore della storia medievale presso l’Istituto di Storia.

Grazie alla sua intuizione di storico, portò nuove prove e scoperte nel campo amministrativo-storico riguardante l’Albania sotto il dominio ottomano. Alla storia medievale dedicò quarant’anni di lavoro e ricerche appassionate, distinguendosi sempre per l’alto livello scientifico.

Tra i suoi primi lavori vi furono la decifrazione dell’alfabeto del manoscritto dell’Anonimo di Elbasan, la trascrizione e il commento dello stesso, la decifrazione di un alfabeto sconosciuto in una poesia di contenuto bektashiano del XIX secolo e la pubblicazione del libro “Gli sforzi degli albanesi per la libertà e l’indipendenza nei secoli XVI-XVII”, tra gli altri.

Il professor Zamputi rimase il più grande conoscitore del latino medievale, trascrittore e interprete degli scritti dei secoli XIV-XVII, rivelando in essi i veri valori storici e nazionali del popolo albanese, pubblicati in una serie di opere di rilievo nel ciclo “Documenti per la storia dell’Albania”, talvolta come coautore e talvolta da solo, sempre capace di risolvere le questioni linguistiche e storiche più complesse.

Fu insignito dell’Ordine “Eminente lavoratore della scienza e della tecnica”.

Injac Zamputi si spense il 28 febbraio 1998 a Tivoli, in Italia, e, secondo la sua ultima volontà, fu riportato a riposare per sempre in Albania (a Tirana), nel Paese al quale dedicò la sua vita e la sua opera.

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