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L’Istituto Nazionale per i Beni Culturali celebra il suo 61° anniversario

Oggi, l’Istituto Nazionale per il Patrimonio Culturale celebra il suo 61° anniversario. Le basi di questa attività organizzata e specializzata nel campo del patrimonio culturale furono poste nel 1965, con la creazione dell’Istituto dei Monumenti Culturali, che riunì lo studio, la documentazione, la manutenzione e il restauro dei monumenti in un’unica struttura istituzionale.

Con il consolidamento della sua attività, l’Istituto creò strutture specializzate in base alla tipologia e al periodo storico dei monumenti, ampliando al contempo la sua presenza sul campo attraverso sedi e laboratori in diverse città dell’Albania.

Un ruolo importante in questa organizzazione fu svolto anche dai custodi dei monumenti, che contribuirono a documentarne lo stato di conservazione e a individuare i problemi che richiedevano un intervento.

Nel 1971, la pubblicazione del primo numero della rivista “Monumenti” segnò una tappa importante nello sviluppo dell’attività scientifica dell’Istituto.

Attraverso studi, spedizioni di ricerca, seminari scientifici, album e monografie, la conoscenza in materia di storia, architettura, archeologia e restauro dei monumenti culturali si arricchì e si documentò.

Il patrimonio culturale albanese rappresenta una preziosa testimonianza di civiltà, tradizioni e sviluppi storici che hanno lasciato il segno sul nostro territorio, ma che rivestono un’importanza che trascende i confini nazionali, come dimostra l’inclusione di alcuni di essi nella Lista del Patrimonio Mondiale dell’UNESCO.

La prima città a essere inclusa in questa lista è stata Butrinto. L’antica città è stata inserita nella Lista UNESCO nel 1992. Nel 2005 è stata la volta del centro storico di Gjirokastra. Nel 2008, i confini del sito Patrimonio Mondiale, che comprende i centri storici di Berat e Gjirokastra, sono stati significativamente modificati rispetto alla registrazione iniziale del 2005.

Nel 2019, il sito transfrontaliero Patrimonio Naturale e Culturale della Regione di Ohrid, diviso tra Albania e Macedonia del Nord, è stato esteso per includere la parte albanese della regione.

In occasione di questo anniversario, l’Istituto ricorda che questo percorso porta l’impronta di ricercatori, architetti, archeologi, restauratori e di tutti gli specialisti che hanno contribuito all’identificazione, allo studio e alla conservazione dei nostri monumenti. Tra questi, l’Istituto ha evidenziato il professor Emin Riza, una delle personalità più eminenti nello studio e nel restauro del patrimonio culturale albanese.

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