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Intervista alla Maratona di Tirana, i corridori del gruppo #vraplale in sostegno alla causa dell’autismo

Questo gruppo di runner arriva alla maratona di Tirana per il secondo anno consecutivo. L’obiettivo è quello di portare quante più persone possibili a cui piace correre a prendere parte alla maratona, sostenendo una causa molto importante per la società, come l’autismo.  Con lo slogan “RUN FOR AUTISM” loro cercano di prestare la dovuta attenzione al problema dei giovani con autismo e aiutare le loro famiglie. Se correre è un hobby, sostenere chi ha bisogno dovrebbe essere un dovere. Di seguito l’intervista con Andi Kazani e Erind Tomori parte attiva del gruppo di runner  #vraplale.

Come è nata l’idea di formare il gruppo “#vraplale” e di correre per sostenere la causa dell’autismo?

-“#Vraplale” è nato da un gruppo di amici con la passione per la corsa e il desiderio di fare qualcosa di significativo. Abbiamo deciso di dedicare le nostre corse a una causa che ci sta a cuore: l’autismo. Vogliamo portare attenzione a questa condizione e supportare le famiglie e i bambini che convivono con essa.

Quante maratone hai corso fino ad oggi e come è cambiata la tua prospettiva su questo sport nel corso degli anni?

-Ho corso in tante maratone finora. Ogni corsa è un’esperienza unica. Con il tempo, ho imparato che la maratona non è solo una prova fisica, ma anche un’opportunità per fare la differenza. Ora corro con uno scopo più grande: sensibilizzare le persone.

Cosa ti motiva personalmente a sostenere l’autismo attraverso le corse?

-Conosco diverse famiglie che vivono con l’autismo e ho visto le sfide che affrontano. Correre per loro mi dà una ragione in più per spingermi oltre i miei limiti. Voglio che sappiano che non sono soli e che ci sono persone che vogliono aiutarli a dare voce alla loro causa.

Quali sono le sfide principali che affrontate come corridori, sia a livello fisico che mentale, durante la preparazione per le maratone?

-La preparazione è dura, sia fisicamente che mentalmente. Ci sono momenti in cui ti chiedi se riuscirai a farcela, ma quando pensi alla causa per cui corri, trovi la forza per continuare. Sapere che stiamo facendo qualcosa di buono rende ogni fatica più sopportabile.

Avete collaborazioni o progetti specifici con organizzazioni che lavorano con persone nello spettro autistico?

-Abbiamo cercato di dare voce al centro “Lumturo Dhimbjen” , che è l’ unico centro che si occupa dei ragazzi adolescenti con lo spettro dell’ autismo.  Cerchiamo di dare voce, siamo parte in ogni programma mediatico possibile, per creare connessioni tra le famiglie e le risorse disponibili. Vogliamo fare di più che semplicemente correre; vogliamo essere parte di una rete di supporto.

Qual è il messaggio più importante che “#vraplale” vuole trasmettere attraverso le vostre corse?

-Il nostro messaggio è semplice: l’autismo non deve essere nascosto, e non deve restare sconosciuto. È parte della vita di molte famiglie, e vogliamo che queste famiglie sappiano che ci siamo per loro. Attraverso le nostre corse, vogliamo sensibilizzare le persone e incoraggiare un maggiore sostegno alla comunità autistica.

Come risponde il pubblico alla vostra causa durante le maratone? Hai notato un cambiamento nell’atteggiamento o nel supporto verso l’autismo?

-Il supporto è cresciuto negli ultimi anni. Durante le maratone, riceviamo spesso parole di incoraggiamento da parte del pubblico, e sempre più persone si interessano alla nostra causa. Credo che stiamo contribuendo a cambiare il modo in cui le persone vedono l’autismo.

Che consiglio daresti a chi vuole iniziare a correre maratone o a partecipare a iniziative solidali come la vostra?

– Il consiglio è semplice: inizia! Non importa quanto sia difficile all’inizio. Se hai una causa che ti sta a cuore, sarà quella a darti la motivazione per continuare. La corsa ti insegna la disciplina, ma correre per una causa ti dà uno scopo più profondo. 

https://www.youtube.com/watch?v=8qdBRh8pCWw 

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